Serie Tv

Sex Educations: L’importanza della scomodità

Sex Educations è una nuova serie, recentemente distribuita da Netflix, molto chiacchierata per via delle tematiche (sessuali) affrontate. Le quali, notoriamente, costituiscono l’aggregatore di una determinata fascia di pubblico, ovvero quello adolescente.

La serie, nello specifico, tratta di un argomento considerato ancora tabù (facilmente intuibile dal titolo), perlomeno in alcune realtà italiane pseudo-cattoliche (lontane dal mercato della celluloide), e lo fa in maniera leggera e divertente che, tuttavia, spinge i giovani a riflettere sull’importanza di una corretta informazione sessuale (specie sul comparto delle malattie sessualmente trasmissibili)

La serie è ambientata in un contesto scolastico superiore, e vede come (co-)protagonista uno dei tanti studenti, il quale, in collaborazione con una sua “amica”, decide di improvvisarsi imprenditore. La vena imprenditoriale collima nella creazione di sorta di attività professionale, invero decisamente lucrosa, idonea a risolvere i più disparati problemi sessuali dei suoi coetanei.

Infatti, durante il corso degli episodi, vengono prese in considerazione le problematiche personali di diversi “pazienti”, ognuna più bizzarra e stravagante delle precedenti. Vengono portate alla luce, in modo iperbolico talvolta, le preoccupazioni che generalmente attanagliano un adolescente su due (masturbazione, prima volta ecc…) cercando di trovare la soluzione adatta per ognuno dei beneficiari della “clinica”.

La serie, come detto in apertura, invita anche a non sottovalutare, bensì a considerare non di secondo piano l’importanza dell’informazione sessuale per i giovani.

Specie sottolineando come tale attività di informazione debba promanare da parte delle istituzioni scolastiche e dalla famiglia (ovvero gli ambienti nei quali il soggetto passa la maggior parte del proprio tempo). Tra gli argomenti affrontati non si disdegnano poi alcune tematiche di particolare criticità, come, ad esempio, le malattie sessualmente trasmissibili, le gravidanze indesiderate e l’approccio all’omosessualità.

Con riferimento alla nostra Italia, solitamente nelle scuole, si tengono delle lezioni di educazione sessuale nelle quali, però, non si approfondisce adeguatamente, secondo la nostra esperienza, l’argomento. Il tema è discusso in maniera molto marginale, per non dire assolutamente insufficiente, e non dà le corrette indicazioni, che in determinati casi sarebbero ben doverose (ad esempio la facilità con la quale si trasmettono diversi disturbi, quali l’herpes, fino ad arrivare a malattie potenzialmente fatali e irreversibili, come l’AIDS).

Ad avviso di chi scrive sarebbe consono accrescere la qualità dell’informazione sessuale, concernente sia il lato di prevenzione che quello “maggiormente piacevole”, in modo che un ragazzoa non si trovi più a dover imparare queste cose da una serie Tv.

Mi sento, altresì, di consigliarne la visione alle persone rientranti in quella fascia di età alla quale la serie si rivolge (14-18) e, quindi anche, a chi deve occuparsi della loro educazione (genitori e insegnanti), suggerendo, in aggiunta, anche di visionarla direttamente nelle scuole, magari nell’ambito di un progetto di più ampio respiro sul tema.

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