Cinema

Titans: si o no?

Si è parlato molto di Titans, la nuova serie DC portata in italia da Netflix. Sul web possiamo leggere molti pareri discordanti: c’è chi la ama e chi la odia. Oggi vorrei parlare del perché, secondo me, è un prodotto discreto ma che non convince fino in fondo.

La serie si presenta, anzi si vende, come un prodotto serio, cupo e molto adulto ma, purtroppo, non è cosi. Tra le cose che non convincono appieno, si sente parecchio la carenza di quella componente “adulta”, sostituita da una “adolescenziale”, per carità ben fatta, ma che tuttavia cozza con il mood dell’intera prima serie. Un punto di merito va invece riconosciuto con riferimento all’ottima caratterizzazione dei comprimari (quasi tutti) e due, su quattro, protagonisti veramente convincenti. Merito anche del lavoro fatto da Johns dietro le quinte.

Andiamo a vedere un po’ i personaggi:

Dick Grayson (ROBIN): Non posso essere lusinghiero su questo personaggio. La serie ci presenta un uomo di 30 anni che si comporta, almeno nella vita “civile”, come un adolescente arrabbiato in piena crisi ormonale, e privo di giudizio critico, spesso annebbiato e troppo emotivo. Lo sentiamo praticamente per tutta la serie incolpare Batman per cosa sia diventato, per le scelte da lui compiute e per tutta la sua rabbia repressa. Ben sappiamo, però, noi spettatori che l’unico colpevole altri non è che lui, è proprio Dick che non riesce a controllare la sua aggressività, perciò la sfoga anche quando non dovrebbe, dando ovviamente, la colpa a Bruce. In ogni caso la rabbia di Dick ha provenienze (anche) ataviche, e di questo ne abbiamo traccia nei primi episodi.

Logan Garfield (BEAST BOY): Personaggio con parecchio potenziale ma che non viene sfruttato o approfondito. Risulta così inconcludente, privo di un vero spessore (se non il fatto che stia parecchio a cuore a Rachel), inutile sia alla serie sia alla squadra. Usato principalmente per introdurre la Doom Patrol e per un atto di salvataggio in una specifica situazione. Il problema di Gar è che viene venduto come lo sweet tooth del gruppo, il giullare che sa sempre come risollevare il morale (un po’ come nella serie a fumetti del 2003, scritta, tra le altre cose, dallo stesso Johns)

Cory Danvers (STARFIRE): Ben caratterizzata, ben contestualizzata e soprattutto utile allo svolgimento delle vicende. Ha un forte impatto nella serie, specie per il suo ruolo ma, sopratutto, riesce ad esprimere in pieno l’essere una principessa guerriera. Tuttavia siamo ancora lontani da una caratterizzazione un minimo paragonabile, salvo per alcuni richiami stilistici, a quella del fumetto. Ad esempio delle sue origini extraterrestri ne abbiamo traccia solo sul finale della serie.

Rachel (RAVEN): La più riuscita fra i protagonisti, oltre che colei sul quale gira tutta la serie. Una ragazza di 16 anni che si ritrova senza madre, con un potere che non comprende e che la spaventa, inseguita da dei loschi figuri alle dipendenze di un ancor più losco padre. Tutto questo viene visto con gli occhi e la mentalità di un adolescente ritrovatasi per caso in un qualcosa di troppo fuori dalla sua portata, ma è proprio questo suo work in progress a farne la wildcard di questa serie, un personaggio sempre al centro e mai eccessivamente scomodo.

Nota di merito va anche, e sopratutto, ai comprimari apparsi nella serie; infatti sono tutti (o meglio dire quasi tutti), veramente apprezzabili nella serie con alcuni di loro anche veramente da encomio. Nota di merito va sicuramente alla versione di Donna Troy che viene mostrata, a Falco e Colomba, e , soprattutto, alla Doom Patrol. Un po’ scettico sull’apparizione di Jason Todd come nuovo Robin, principalmente perché l’attore scelto sembra rispecchiare maggiormente Damian Wayne.

LA SERIE

Precisiamo che si tratta fin da subito di mie impressioni personali.

Titans è un prodotto purtroppo assai pretenzioso, lento e in determinati punti anche scontato. Ma, dopotutto, si tratta di una prima serie introduttiva.

In certi episodi mi sono veramente annoiato (specie nel decimo), hanno dato troppo spazio ad alcuni personaggi, senza che ci fosse bisogno di farlo, per poi non approfondire alcune sfaccettature legate ai protagonisti (come la fobia del sangue di Beast Boy). Ho però apprezzato tantissimo i combattimenti, precisi, ben realizzati, splatter e violenti quanto basta e non invadenti rispetto al resto del contenuto dei vari episodi. Altra nota di merito va sicuramente alla costruzione dell’immagine del Villain finale, riuscitissima dal mio punto di vista, tanto che al momento della sua comparsa è già un personaggio apprezzabile. I costumi nulla di speciale, ma comunque carini anche se troppo eccentrici per Starfire. Nota di demerito va sicuramente al finale, davvero troppo anticlimatico e con l’apparizione, forzatissima, di un NOTO PERSONAGGIO dell’universo DC

La serie in sé merita comunque una visione, senza troppe aspettative. Molto potenziale non sfruttato che spero venga impiegato nella seconda stagione, dove confido in un netto miglioramento di questo prodotto. Insomma, una stagione preparatoria ma che non convince come avrebbe dovuto.

Voto: 6.5/10

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