Cinema

Dragon Trainer – Il mondo nascosto. Crescere e volare separati. Recensione

Quando arrivò, nel 2010, Dragon Trainer si poneva come film di stacco tra le grandi produzioni Dreamworks Animation che lo avevano immediatamente preceduto (la saga di Shrek su tutte, e i primi due Kung Fu Panda) e le sfide future. Insomma, almeno nella percezione sembrava un progetto nato con meno ambizioni di altri dello studio, non aveva la dissacrante attrattiva dell’orco verde nè le movenze buffe di Jack Black nei panni di Po.

Fu con sorpresa che il pubblico si trovò di fronte ad un’avventura dai molti risvolti: un viaggio in terra vichinga in cui un gruppo di giovani eroi (in richiamo Goonies, a tratti) interagivano in avversione agli adulti del villaggio con l’amicizia di draghi dalle forme e dimensioni più disparate, in cui chiunque avrebbe scelto il proprio preferito e in cui Sdentato aveva un ottimo design e carisma da protagonista. La parola d’ordine che ha saputo catturare consensi e donato freschezza alla storia era una: coraggio.

Quello che era entrato in sala in sordina era un film che non solo trattava di convivenza tra esseri viventi diversi (tema ricorrente in molta produzione cinematografica in questi anni), ma addirittura inseriva il tema dell’handicap: il protagonista Hiccup entrava nel cuore non solo perché sfidava con tenacia il padre capovillaggio per qualcosa in cui credeva, ma usciva addirittura menomato ad una gamba al termine del film. Una decisione forte e coraggiosa, una scelta adulta che fece capire agli spettatori di trovarsi di fronte ad un prodotto tutt’altro che minore.

Il secondo episodio (2014) operava in senso di continuità, ampliando alcuni temi appena inseriti nel primo: dalla famiglia completa tanto ricercata da entrambi i protagonisti, fino all’arrivo improvviso delle responsabilità per Hiccup, al comando (volente o nolente) del villaggio di Berk dopo la morte del padre. Insomma, il solito coraggio di prendere scelte dure ha segnato la saga e ne ha determinato i principali punti di interesse e riflessione.

E ora si vola da soli… ma il coraggio?

Quello che era necessario per concludere la saga era un nuovo punto di snodo, o meglio di rottura. E così è stato: si affaccia con prepotenza il richiamo della propria natura, del necessario ritorno a casa. E ha il nome di Furia Chiara, arrivata a smuovere senza possibilità di scampo la labile serenità dei nostri giovani eroi.

Il focus di questo Mondo Nascosto è non solo l’ormai sempre più presente (e opprimente) età adulta e le sue responsabilità ma l’importanza che ricoprono le relazioni sentimentali nel determinare la strada e la prospettiva di costruzione di un futuro.

Se prima Hiccup e Sdentato era imperfetti e complementari l’uno all’altro, ora ci sono Istrid e Furia Chiara a completarli. Così va la vita, così deve proseguire il percorso.

Il senso che esce fin dalla prima scena di incontro tra Sdentato e la femmina della propria specie è di inevitabilità. Sappiamo da subito che ci sarà un non-ritorno, che da adesso le cose andranno in un certo modo, perché deve essere così e basta. La parte di coraggio, in segno di continuità con gli altri episodi della saga è in questo snodo, ed è corretto. Il difetto su cui inciampa è nella realizzazione. Coraggio nella tematica di fondo che non trova narrazione incisiva e decisa, quasi un timore nel voler tagliare troppo nettamente le relazioni, nel risultare bruschi.

Quindi troviamo un ricorso al corteggiamento tra draghi troppo ricorrente in mezzo alla trama, un abbassamento di qualità notevole dei co-protagonisti che qui si limitano a battute di contorno, un villain molto sommario (e in realtà tutt’altro che necessario) e una parte finale mansueta, a cui manca quel pugno allo stomaco dei lavori precedenti. Poca personalità e anzi un inspiegabile uniformarsi ai canoni, generando una narrazione fin troppo rassicurante.

Ciò che brilla è il comparto tecnico, con una ottima resa a schermo di materiali e soggetti e un livello tecnico visivo gradevole.

Rimane a mio avviso un senso di incompiuto per ciò che è stato realizzato in questo film, che fosse forte e degno di stare al passo con ciò che sono stati gli ottimi precedenti. Gli ingredienti c’erano tutti, ed è un peccato che sia mancato quel tocco di sale in più, che avrebbe reso gustoso l’ultimo episodio di un progetto notevole che merita comunque di essere recuperato da chiunque.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...