Videogiochi

La straordinaria varietà stilistica di The Legend of Zelda

È passato quasi un mese dall’annuncio del remake di The Legend of Zelda: Link’s Awakening per Nintendo Switch, gioco che aveva stranito diverse persone sui social per il suo particolare aspetto grafico. Link appare infatti ancora più chibi rispetto ad altri episodi e in uno stile quasi giocattoloso, così come il mondo che esplora.

Benché ogni persona sia libera di esprimere un parere a seconda dei propri gusti, la verità è che, oltre ad adattarsi bene alla grafica originale, la nuova forma data a questo capitolo risulta l’ennesima conferma dell’incredibile varietà stilistica che da sempre fa parte di The Legend of Zelda.

Sì, perché quella creata da Shigeru Miyamoto è una saga che nel corso degli anni ha visto svariati cambiamenti di stile, sia per quanto riguarda le iterazioni 2D che quelle tridimensionali. Anche queste ultime infatti, dopo il glorioso Ocarina of Time, sono realizzate con tecniche differenti e a volte anche originali non solo per la serie in sé ma anche per l’intero panorama videoludico.

L’esempio perfetto è The Wind Waker, che con il suo stile cartoon e il cel shading aveva sorpreso un po’ tutti all’epoca, allo stesso modo in cui Link’s Awakening per Switch ha colto alla sprovvista i fan.In entrambi i casi si è trattata di una svolta importante dal punto di vista artistico, che per questo motivo può inizialmente essere giudicato male. Link nel gioco per GameCube è stato totalmente trasformato rispetto ai titoli che lo hanno preceduto e ciò ovviamente fu percepito male da chi, abituato ad altro,aveva aspettative completamente differenti al riguardo.

Questa è però solo una conseguenza della continua voglia di sperimentazione di Nintendo, cosa che in realtà può solo far bene alla serie in quanto a varietà. Quasi ogni Zelda regala qualcosa di nuovo, e si nota nell’atmosfera dark data a Twilight Princess, nel particolare stile a pastello di Skyward Sword così come in quello di Breath of the Wild, a metà tra il realismo di Twilight Princess e il cel shading di The Wind Waker. Una scelta quest’ultima che permette all’opera di adottare un certo tipo di gameplay, con alberi che una volta abbattuti si trasformano in legna, animali che mutano magicamente in carne da cuocere e così via, cosa che stonerebbe di certo in qualcosa di maggiormente realistico.

Come già accennato, lo stesso si può dire per gli episodi con visuale a volo d’uccello,i quali fin da A Link to the Past sono stati abbastanza eterogenei dal punto di vista dell’art direction. Lo vediamo ad esempio in The Minish Cap,titolo sviluppato da Capcom che sfrutta intelligentemente il suo design per una meccanica come quella del rimpicciolimento del protagonista. Phantom Hourglass e Spirit Tracks per Nintendo DS hanno invece il merito di aver ntrodotto Toon Link e, più in generale, un mondo cartoonesco alla The Wind Waker in un capitolo 2D.

Ulteriore svolta l’ha data poi A Link Between Worlds, che ha rinnovato la grafica di A Link to the Past rendendola tridimensionale e inventando ancora una volta un nuovo stile. In questo casonon si può non parlare della versione “dipinto” del nostro personaggio,elemento che di nuovo va di pari passo alla meccanica peculiare dell’episodio in questione, ovvero quella di poter entrare e muoversi nelle pareti trasformandosi in un affresco.

Il merito di Nintendo con The Legend of Zelda sta infatti proprio nel saper abbinare perfettamente dinamiche di gameplay e lato artistico di ogni opera, compiendo un lavoro di adattamento sicuramente non banale. La casa di Kyoto gioca con la propria creatività, inventa tecniche grafiche e ci costruisce sopra il gioco stesso.

Insomma, dal realismo al cartoon, dal dark al pastello, dall’affresco ad un misto di più stili, la varietà artistica della serie Zelda è veramente encomiabile. E a quanto pare si tratta di una caratteristica che la saga è ben lontana dal voler abbandonare, perché il nuovo Link’s Awakening aggiunge un altro stile alla collezione che sembra veramente delizioso a vedersi.

Sono abbastanza fiducioso che, come è accaduto per The Wind Waker, criticato aspramente ai tempi del suo annuncio ma ora amato alla follia dai fan, anche questo remake in uscita nel 2019 andrà incontro a un simile destino. Perché nonostante molto dipenda dalle preferenze di ognuno di noi è anche vero che spesso, quando arriva una novità importante, serve solo farci l’abitudine.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: