Serie Tv

Il Signore degli Anelli, la serie targata Amazon: cosa sappiamo finora

A più di 15 anni dalla conclusione della bellissima saga cinematografica diretta da Peter Jackson, la Terra di Mezzo è pronta a tornare a raccontare le proprie storie fantastiche in video, questa volta nella serie tv prodotta da Amazon.

Novembre 2017: Amazon Studios acquisisce i diritti sul franchise di tutti i libri di J. R. R. Tolkien con l’accordo di sviluppare la serie su più stagioni (si parla di almeno 5) per una spesa complessiva oltre il miliardo di dollari (la più grande mai investita in un prodotto seriale televisivo). L’impresa appare davvero faraonica: non solo proporre una narrazione che abbia l’efficacia immaginifica al pari dell’eccellente trasposizione della Trilogia dell’Anello di Jackson, ma anche impiegare una tale mole di risorse come mai successo prima per dare uno scossone al mercato dello streaming e alla concorrenza.

Con la chiusura della serie principale di Game Of Thrones (in attesa di spin-off e prequel) ci si troverebbe di fronte ad una strada spianata, che porterebbe inevitabilmente l’interesse del pubblico a favore della serie di immaginario tolkeniano.

Per un progetto di queste dimensioni (e che non vedrà la luce primo di fine 2020, massimo metà 2021) è inevitabile che le informazioni trapelate siano ridotte all’osso. La segretezza qui gioca una carta fondamentale, soprattutto in questa fase embrionale di stesura della narrazione da parte degli showrunner. Le uniche info che sappiamo per certe (seppur criptiche) ci vengono direttamente dagli account ufficiali e dalle dichiarazioni pubbliche riguardanti l’accordo di concessione dei diritti.

Verso la Seconda Era

La dichiarazione più nitida ad oggi fornita direttamente da Amazon Prime Video riguarda la collocazione degli eventi: si tratta della Seconda Era, centinaia di anni prima alla storia raccontata nella Compagnia dell’Anello. Non a caso si tratta dell’epoca in cui vengono forgiati gli Anelli, e in cui Sauron diviene Signore Oscuro ereditando il ruolo da Melkor.

Lo scenario che si apre è ricco di possibilità e avvenimenti, tanto è grande il lasso di tempo interessato. Ci troviamo (al termine della Prima Era) con il declino del popolo degli Elfi Noldor e l’ascesa dei númenoreani, gli Uomini.

Furono i Re di Númenor i primi a dover fronteggiare il pericoloso Sauron, personaggio diabolico dalle grandi doti ammaliatrici, capace di raggirare i fabbri elfici (nonostante le rimostranza di Galadriel, tra gli altri) e fare forgiare gli Anelli del potere.

“Tre per gli Elfi, sette per i Nani, nove per gli Uomini”

Egli stesso in segreto avrebbe poi forgiato l’Unico Anello, quello in grado di dominarli tutti, in grado di donargli il pieno dominio su tutta la Terra di Mezzo.

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Il tweet pubblicato dall’account ufficiale della produzione appare eloquente se confrontato con quanto abbiamo ipotizzato finora: l’analisi della mappa rivela inoltre una topografia diversa da quella che finora abbiamo visto sul grande schermo.

Ripercorrere l’epopea che porta alla forgiatura degli Anelli, in una congiunzione ideale alla Compagnia dell’Anello che, guarda caso, nel 2021 celebrerà così nel migliore dei modi il ventesimo anno dall’uscita nelle sale.

La curiosità maggiore a questo punto riguarda la scelta dei personaggi. E’ molto probabile che ci troveremo di fronte ad una nuova Galadriel ed un nuovo Gandalf, che vedremo una Moria brulicante di Nani e nuovi eroi Uomini númenoreani (da escludere a questo punto la presenza di un giovane Aragorn per ovvie ragioni anagrafiche). Al di sopra di tutti, però, il massimo dell’interesse riguarda lo stesso Sauron: un mefistofelico individuo semidivino, ammaliante e seduttivo, spietato e di bell’aspetto. L’occasione è ghiotta per approfondire il nemico oscuro per antonomasia dell’universo tolkeniano, la carte in regola per non lasciarsi sfuggire l’occasione e regalare un grande personaggio ci sono tutte.

Ad oggi è impossibile delineare se possano essere inseriti anche quelli che sono senza dubbio i personaggi simbolo (nell’immaginario collettivo) del franchise. Se nuovi Hobbit dovessero prendere parte a quest’avventura è ad oggi ignoto, ma di certo farebbero la gioia di molti.

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