Serie Tv

Game Of Thrones. L’inverno e la fine stanno arrivando.

Evento mondiale. E’ quello che si appresta ad essere il ritorno di Game Of Thrones, e lo è con una risonanza poche altre volte riscontrata nella storia delle serie tv. Capace di registrare ascolti altissimi e in verticale ascesa, la serie HBO si prepara alla propria conclusione (almeno nella storyline attuale, al netto di futuri spin-off e sequel/prequel) dopo due anni di attesa.

Una serie che ha saputo collocarsi nella storia del medium, per impatto sulla cultura di massa, per valori produttivi e per aver contribuito come pochi altri negli ultimi anni a consolidare con forza l’impatto della serialità sul pubblico generalista.

Attesa interminabile per i fan, che sta per finire e che ricorda quella che fu la parabola di Lost e il suo impatto sulla cultura popolare, con la peculiarità di essere inserita in un mondo fatto di social e fanbase ingigantita dal web partecipativo.

Ogni giorno una teoria, seguita settimana dopo settimana da una crescita febbrile di interesse ed impazienza. La stagione 8 sta per iniziare e con sè porterà la parola fine su questo ciclo basato sulle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin.

La storia del continente di Westeros su cui per anni abbiamo visto inscenare politica, seduzione, eroismo ed epica cavalleresca, intrighi di palazzo e profezie ignote.

La “teoria”, intesa come speculazione basata su congetture di indizi, è qualcosa che accompagna la serie dal primo fotogramma. Chi sono gli Estranei? Che significa il mantra “L’inverno sta arrivando”? Quali sono davvero tutte le sottotrame finora celate ai nostri occhi, chi tesse davvero la manipolazione di tutto? Le domande sono innumerevoli, le risposte si sono spesso fatte attendere ma sono arrivate, pur rimanendo ancora in gran numero le incognite, pronte ad essere svelate (o no).

Dove siamo rimasti

Con la settima stagione abbiamo visto sostanzialmente ristabilirsi la status quo da cui tutta la serie era partita. Cersei Lannister che si libera dell’ingerenza del credo dell’Alto Passero facendoli letteralmente saltare in aria, in una dimostrazione di potenza brutta che l’ha ristabilita nel pieno controllo del Trono e alleandosi con il re delle Isole di Ferro (Euron Greyjoy, zio di Theon) e casa Tarly.

Si è inoltre ricongiunta la famiglia Stark a Grande Inverno, con Jon Snow divenuto Re del Nord, Arya e Sansa che si liberano di Ditocorto e Bran che riesce a tornare a casa completamente trasformato nello spirito e pronto a rivelare poteri finora sopiti e ignoti come Corvo con tre occhi.

La stagione era terminata con Jon e Daenerys (arrivata finalmente a Roccia del Drago assieme agli Immacolati) in preda all’amore, e nella rivelazione di parte di Bran della reale discendenza del fratellastro. Jon è figlio di Rhaegar Targaryen e Lyanna Stark, quindi legittimo discendente al Trono, un uomo il cui sangue unisce fuoco e ghiaccio, draghi e lupi del nord.

Teorie e scenari possibili

Anni e anni di speculazioni, toto-morti e colpi di scena da svelare. Spesso la fervida fantasia dei fan si è scontrata con risoluzioni più semplici e voli meno pindarici adottati dagli shworunner, eppure la discussione post-episodio ha fatto parte del gusto per la serie fin dal primo momento.

Ecco quindi che gli sviluppi a cui siamo fermi da ormai due anni portano a nuove teorie, che in rete imperversano e accendono gli animi.

Dal misterioso Azor Ahai che molti vedono incarnato in Sam fino alla finta morte di Ditocorto, alla presunta regia sotterranea di tutte le trame per mano di Varys, al ritorno in pompa magna di Stannis Baratheon la cui morte non è mai stata mostrata in scena.

D’altronde uno scenario così ampio e che ammette personaggi così tanto arguti ed elevati intellettualmente può permettersi qualsiasi risvolto improvviso. Ed è qui che a volte ha scricchiolato la narrazione.

Personaggi troppo forti, difficilmente gestibili se dati in mano a chi non li ha creati in prima persona. Personaggi che spesso hanno dimostrato di volare ben più alto degli showrunner, che nelle ultime stagioni (in cui non a caso la fonte bibliografica di Martin si è fermata) hanno ripiegato su una narrazione meno d’impatto e più negli standard del genere, in cui la figura dell’eroe (qui Jon e Daenaerys) si è sempre più stagliata intoccabile sul resto dello scenario.

E infatti anche l’interesse della maggior parte del pubblico ricade proprio sul Re del Nord: la conclusione che appare più papabile (e lasciatemi dire, banale) lo vede sul Trono di Spade, dopo aver vinto la guerra con il Re della Notte, aver scoperto le sue origini e deciso a chiudere per sempre ogni diatriba tra le grandi famiglie con un accordo di pace. Sarebbe lo sviluppo forse più in linea con l’attuale direzione intrapresa, eppure non renderebbe a mio avviso giustizia a ciò che ha imbastito negli anni Martin.

Da una analisi dei trailer risulta inoltre evidente (nonostante i depistaggi in CGI) che Jon Daeny cavalcheranno Drogon e Rhaegal nella battaglia finale contro gli Estranei. Anche se alcuni sono pronti a scommettere che il nuovo Re del Nord riuscirà (grazie alle sua origini Targaryen) a fare tornare tra le fila dei “buoni” Viserion, il drago ormai entrato nell’esercito del Night King. Effettivamente l’immagine del Re del Nord in groppa ad un drago di ghiaccio contro un esercito di non-morti sarebbe una scelta di forte impatto visivo. A smontare questa teoria c’è però una regola basilare: un drago può cambiare padrone solo alla morte di quest’ultimo e sappiamo che la morte del Night King comporterebbe la fine anche di tutti i non-morti da egli stesso generati, tra cui lo stesso Viserion.

Infine, si teorizza che la situazione possa venire ribaltata inaspettatamente da Melisandre, fuggita a Volantis (come affermato nella puntata 7×02) e che possa reclutare altri sacerdoti abili nella resurrezione, che possano far tornare dalla morte Viserion. Il quale a questo punto rinascerebbe come una creatura ancora diversa da ciò che è ora grazie al Signore della Luce. Egli tornerebbe come un drago di Ghiaccio (attualmente è ritenuto un non-morto). Solo a quel punto Jon e la sua cavalcatura compiranno la perfetta rappresentazione del ghiaccio e del fuoco.

Insomma, le teorie sono infinite e l’attesa cresce spasmodica ogni giorno.

Chi siederà sul Trono di Spade? E alla fine di tutto, ci sarà ancora un Trono?

Di certo c’è da aspettarsi uno dei più grandi spettacoli televisivi di sempre, con la già annunciata battaglia più grande mai vista sul piccolo schermo.

Una conclusione titanica che speriamo chiuda degnamente un’epopea di così grande impatto sulla cultura popolare degli ultimi anni.

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