Fumetti

Black Hammer: L’era del Terrore – La recensione del terzo volume della saga di Lemire

Black Hammer è sicuramente uno dei capolavori di Jeff Lemire e il terzo volume non delude le aspettative riposte nella saga.

Iniziamo con un piccolo riassunto dei primi 2 volumi: gli ultimi eroi della terra si uniscono per combattere il flagello degli universi Anti-Dio. Dopo la battaglia, e dopo averlo sconfitto, gli eroi in questione si trovano in un mondo sconosciuto e privo di una qualsiasi via di fuga. Alla fine si adattano, si creano una vita li (chi bene e chi male) tentando nel frattempo anche di trovare un modo per andare via… tutto procede bene, fino all’arrivo di Lucky, la figlia di Black Hammer!

Bene, finito il riassunto passiamo ad analizzare questo terzo capito:

La saga di Lemire è famosa per non essere una storia di supereroi nel senso classico, ma si maschera da fumetto underground indipendente (lo stesso tipo di fumetto che spesso disprezza quello supereroistico, per intenderci). In questo terzo capitolo non si perde quello spirito, quella dose di mistero e suspence che ci ha fatto amare questa serie.

Non mancano i riferimenti al mondo del fumetto in generale, specialmente in questo terzo capitolo, dove fanno la loro comparsa una famiglia di personaggi che ricollegherete immediatamente. Questo inserimento di riferimenti è senza dubbio uno dei punti forti di Black Hammer.

Adesso però ci addentriamo un po’ più nel lato tecnico:

In questa serie siamo sempre stati abituati ad una doppia narrazione, una parte che raccontava eventi passati ed una che raccontava quelli correnti. Questo stile non è una vera novità nei fumetti, il modo di porlo ai lettori di Lemire però è sicuramente meno invadente e molto più godibile rispetto ad altri che utilizzano, o provano ad utilizzare questo metodo. Nel terzo numero di Black Hammer tale particolarità si perde, senza intaccare la qualità delle storie. Anzi, il cambio di stile rende molto più scorrevoli gli avvenimenti narrati nel volume.

La sceneggiatura è come sempre di altissimo livello, dove nulla è lasciato al caso ma ogni inquadratura ha uno scopo preciso, quasi a trasmettere lo stato d’animo dei personaggi presi in esame. Che dire veramente un lavoro impeccabile su questo punto di vista.

Sul disegno, invece, c’è da discutere. Lo stile è lo stesso dei primi (il disegnatore e co-creatore della serie è sempre Dean Ormston), che può piacere o non piacere ma è indubbiamente particolare e difficile da “digerire” all’inizio, specialmente per chi è abituato ad un disegno più classico. Dopo qualche pagina, però, anche il disegno prende il suo senso ed inizierete ad amarlo proprio perché è perfetto per il tipo di racconto che ci viene proposto.

Questo terzo capitolo si differenzia dagli altri, prendendo uno slancio in più per il grande colpo di scena che presenta. Non solo ci mostra un particolare, riguardante un determinato luogo, che avremmo voluto conoscere fin dalla prima volta che lo abbiamo visto, ci conferma, anche, ciò che abbiamo ipotizzato dall’inizio. Alla fine tutti i nodi, o quasi, vengono al pettine. Un volume, questo, pieno di pathos, mistero e una buona dose di azione che non gusta mai.

In conclusione, il terzo volume della saga di Lemire è davvero da non perdere. Un’opera unica che vi catturerà fin dalle prime pagine.

Vi ricordiamo che Black Hammer 3 è edito in Italia da Bao Publishing e potete acquistarlo a questo link.

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