Fumetti

Umberto: specchio reale di una realtà aliena – La Recensione in anteprima

Siamo nel 1993, la terra ha colonizzato Urano, la Urangas fornisce energia a tutti gli abitanti del vecchio pianeta blu.

La Urangas, l’azienda che preleva il gas da Urano per poi trasformarlo in energia pulita e sicura per la terra. Ogni volta che accendi qualcosa la Urangas è con te!

Qualcosa però potrebbe mettere in pericolo il clima di pace che negli anni si è instaurato, una minaccia che proviene dal pianeta feccia dell’universo, Urano: rapimenti, immigrazione, sonde…

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Ecco a cosa ci condannano i nostri politici liberali…

Raffinerie migliori e scoperte tecnologiche all’avanguardia, oggi stiamo lavorando per un domani più luminoso, ovviamente per farlo la Urangas ha bisogno dei migliori mezzi per contrastare il pericolo

Vota SI alla proposta 24 del 12/1994

 

Si apre con questo proclama il primo fumetto edito da BAO Publishing di Holdenaccio ( pseudonimo di Antonio Rossetti ), autore tarantino, classe novanta, il quale una volta laureato si trasferisce a Torino dove trova lavoro come grafico e illustratore alla Kinder, per le sorprese dei loro ovetti.

Membro del collettivo “Sbucciaginocchi” e ideatore dell’etichetta “MelanZine autoproduzioni”.

Precedentemente ha collaborato anche con La Stampa, per il progetto Coccodrilli dal cilindro, nonché con Libera – associazione contro le mafie, per la rivista Narcomafie. ed inoltre anche con La Guarimba International Film Festival.

Ma di cosa tratta Umberto?

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La risposta più logica dovrebbe essere che è un alieno, ma sarebbe troppo facile e sbrigativo banalizzarlo così. Non è soltanto questo, il protagonista e la sua avventura sono un’allegoria, un esempio di ciò che oggi, purtroppo, la nostra società si trova ad affrontare, una gogna mediatica che il padrone, il dominus, attua per il proprio tornaconto personale.

Se volessimo accomunare questo fumetto ad un genere letterario parleremmo di Young Adultovvero quella tipologia di prodotto maggiormente indicato per un pubblico di età compresa tra i diciassette ed i ventidue anni, che, come tale, è stato creato per divulgare ed insegnare qualcosa ai propri lettori (oltre che per esprimere il pensiero dell’autore a proposito dell’argomento su cui verte l’intera opera).

 

E’ bene notare come quest’avventura trasudi “anni ottanta” da ogni pagina, possiamo trovare numerosi riferimenti ad alcuni dei più famosi teen movies di quel tempo, come ad esempio i Goonies ed E.T., non mancano anche citazioni a prodotti più recenti come ad esempio la famosa serie tv StrangerThings (la quale è comunque un by-product di quell’epoca).

Tornando ad Umberto, il protagonista, egli non è un comune abitante di Urano, bensì è un membro del MUR (Milizia Uraniana Ribelle), un’organizzazione creata con il solo scopo di contrastare l’operato del machiavellico Michelangelo Bonucci, ovvero il presidente della Multiversale Urangas. Il solo modo per farlo sarà mandarlo sulla terra con un prezioso floppy disk, che egli perderà non appena atterrato.

 

Riuscirà nel suo intento? Riuscirà a sconfiggere il Bonucci?
La sua goffaggine e la sua disattenzione gli costeranno la buona riuscita della missione?

Certo è che se vorrà riuscire nel suo scopo, dovrà affidarsi alla sinergia e alla commistione tra razze diverse.

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Un’alleanza che permetterà di incrementare e mostrare ancora di più la critica sociale che si respira in tutti i quattro capitoli che compongono questo fumetto.

Umberto è questo in sostanza: un manifesto che l’autore usa per denunciare e mettere in pubblica piazza la situazione attuale riguardante l’immigrazione, annoso tema che ancora ad oggi tiene banco in tutti i telegiornali e in tutti i salotti che non disdegnano di ospitare i cosiddetti “benpensanti”.

 

In questo titolo è possibile imbattersi in piccole chicche e rimandi ad una mentalità (pseudo-fascista) in voga in questo paese nella prima metà degli anni quaranta, e che lì sarebbe dovuta rimanere.

Possiamo notare, ad esempio, nel proclama iniziale una piccola testa d’aquila, simbolo caratteristico del vecchio Istituto LUCE, qui rimpiazzato con GAS, appunto per richiamare il committente e chi parlava in quel vecchio video.

Disseminati nei cartello pubblicitari è poi possibili rinvenire degli slogan, ovviamente ricontestualizzati per meglio aderire alla storia, ma tristemente noti anche al giorno d’oggi. Come ad esempio “Prima i terrestri!, una frase ad effetto atta soltanto a strumentalizzare esseri la cui unica colpa è quella di non essere uguali ai terrestri, per loro fortuna aggiungere.

 

In conclusione, consiglio l’acquisto e la lettura di questo titolo principalmente alle generazioni a cui è rivolto, quindi i fine millenials e la generazione Z, le quali, magari, riescono ad imparare cosa vuol dire rispetto e accoglienza, due parole troppo a lungo date per scontate e private del loro vero significato.

 

 

Francesco ( @Frank_Comics ) Trapani 

 

Autori: Holdenaccio

Colore o B/N: Colore

Data di pubblicazione: 11/04/2019

Disponibile in digitale: Sì

Formato e rilegatura: Cartonato 16 X 23

Genere: Young Adult

Pagine: 168

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