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The Necronomicon Gamebook – Dagon. Intervista a Valentino Sergi e Jacopo Schiavo

Forte del successo ottenuto dalla campagna Kickstarter dedicata (con il goal raggiunto in appena 4 giorni), e presentato in anteprima allo scorso Lucca Comics and Games 2018 dove ha ottenuto un grande risultato di vendite, The Necronomicon Gamebook – Dagon si presenta come un libro-game davvero interessante per le idee innovative e la cura dei dettagli.

L’avventura promette di immergere il lettore-giocatore, armato di matita e dado, attraverso i dedali oscuri della produzione di H. P .Lovecraft, per le vie di Kingspot, in bilico tra follia e orrore, seguendo percorsi narrativi fedelmente costruiti all’interno di tre racconti classici appartenenti al ciclo di Cthulhu: Dagon, Il rituale e Il segugio.

Ho avuto il piacere di incontrare durante ModenaPlay i fautori del progetto: colui che ha tessuto su carta le trame della narrazione, ossia l’autore Valentino Sergi e l’illustratore Jacopo Schiavo, che assieme a Alberto Dal Lago ha saputo trasporre per immagini l’impatto dell’inquietudine lovecraftiana.
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Il progetto è incentrato su tre dei racconti di Lovecraft, perchè la scelta di questo autore e perchè non ispirarti in maniera più ampia alla cosiddetta lore, l’immaginario?

Valentino Sergi: Il progetto nasce dal mio interesse verso i fenomeni di intermediazione e/o transmediazione, cioè narrazioni declinate in più forme oppure in più medium, siano essi fumetti, film, giochi. Un pò come accade con l’universo di Star Wars, che mantiene una coerenza in tutti gli adattamenti. A mio avviso Lovecraft è uno degli autori che più si presta a questo tipo di narrazione, in cui le sue creature vivono ovunque in piena coerenza. Mi è stato di ispirazione il neonomicon di Alan Moore, e del suo modo di rileggere l’immaginario. Mancava secondo me nel ciclo di Chtulhu qualcosa che attraverso la letteratura creasse interazione con la scrittura di Lovecraft: questo progetto nasce appunto dalla volontà di adattare il testo ad un profondo livello di immersione per il lettore.

Per un illustratore cosa comporta cimentarsi con la cosmogonia di Lovecraft: leggere più possibile, ispirarsi ad altri artisti, oppure lasciarsi trascinare dalla corrente?

Jacopo Schiavo: Direi decisamente un mix di tutto questo! Il lavoro di un illustratore non è solo disegnare o tradurre un’idea in immagini, comporta una certa dose di ricerca preventiva, quindi sapevo di dovermi reimmergere nel mondo del Necronomicon, ma non solo: guardarmi attorno, attingereda altre influenze e trasporre tutto in immagini, prendendomi anche i miei tempi. E’ stata una esperienza davvero divertente, tanto che… ci sarà una sorpresa-spoiler! *(a fine intervista!)*

E invece da scrittore cosa comporta rapportarsi ad un libro-game, che racchiude una serie di sempre nuovi canovacci narrativo ad ogni esperienza di gioco?

VS: Il bello del gioco e che non stimola una narrazione unidirezionale: ti costringe a trovare soluzioni e insidie per il lettore. Ci si sposta da un rapporto uno-molti verso un posizionarsi al fianco del giocatore. In questo caso occorre calcolare le differenti possibilità, i gradi di difficoltà, e nel nostro in particolare affrontare la pazzia e sfidare il pericolo per scoprire nuove sezioni.

Il progetto ha ottenuto su Kickstarter di un gran risultato, come vedi l’uso di questa piattaforma e cosa comporta come libertà espressiva per i creativi?

JS: Dal mio punto di vista è una piattaforma che ti dà, senza alcun vincolo da parte di case editrici, la libertà di dedicarti al progetto come vuoi tu, per cui è un’ottima risorsa per chi avesse buone idee da sviluppare, o per chi non trova editori, o per chi ancora non è disposto a scendere a compromessi. Un modo con cui dar vita ai propri lasciando la propria impronta autoriale, senza mediazioni se lo si desidera.

Tra l’altro avete raggiunto il goal in pochi giorni (addirittura triplicandolo in un mese), segno che nell’ampio scenario dei giochi da tavolo c’è molto interesse per un prodotto così particolare sostenuto da una idea vincente…

JS: Il libro-game sta vivendo di un grande interesse del pubblico negli ultimi anni. L’aspetto vincente del nostro in particolare è frutto dell’idea di unire il mondo lovecraftiano (che non ha mai abbandonato l’immaginario collettivo, ma che negli ultimi anni vive di grande risalto con i suoi orrori cosmici), unito all’interattività e la possibilità offerte da questo medium ludico.

Per la tua sensibilità di scrittore, in cosa è racchiusa l’importanza di Lovecraft, aldilà del mondo che ha creato e dell’impatto che questo ha avuto sulla narrativa in genere?

VS: Ogni genere ha il suo capostipite, per cui uno scrittore che voglia confrontarsi con una materia non sua, cercherà  di fornire una propria declinazione dei mostri sacri e dei punti fermi. Lovecraft nell’horror è uno dei riferimenti principali, e ha fornito materiale immortale al pari di quanto fatto da Shelley con Frankenstein, oppure il Dracula di Stoker.

Quando si parla di weird è il maestro indiscusso, imprescindibile e pietra miliare. Quindi per me è stato un onore rendere omaggio al Maestro, è un’ emozione che auguro ad ogni autore di provare!

Ringrazio Valentino Sergi e Jacopo Schiavo per la disponibilità e per avermi concesso questa stimolante chiacchierata, di cui conservo un bel ricordo.

Invito tutti ad acquistare il volume dal sito di Officina Meningi

… e a contribuire al loro prossimo progetto Kickstarter! Sappiamo in anteprima che si chiamerà The Necronomicon Gamebook – Carcosa, e conterrà non solo Lovecraft ma anche altri esponenti del genere quali Bierce (Carcosa) e Chambers (Il Segno Giallo).

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