Serie Tv

Disney+: perché Netflix non soffrirà della concorrenza

Con Disney+ sempre più vicino cosa ha da temere Netflix nel dominio del mercato dello streaming on demand?

Con l’arrivo di Disney+ sempre più vicino e con la promessa di tanti contenuti ben noti e una buona manciata di novità esclusive, in tanti hanno dato per spacciato Netflix,  colosso dello streaming on demand che attualmente domina il mercato.

Sinceramente ero tra quelli che ha pensato che Netflix potesse soffrire un po’ dalla situazione ma, pensandoci con calma, ho dovuto rivedere la mia percezione della situazione.

Ecco quindi perché, secondo me, Netflix non sarà poi tanto toccata dall’arrivo di Diseny+ nel mercato dello streaming e perché non dovresti preoccuparti per le tue serie tv preferite.

Non tutte le principesse calzano scarpe di cristallo

Per quanto siamo abituati a percepire Disney come una enorme potenza dell’intrattenimento, pronta a divorare tutto e tutti, dimentichiamo spesso il fatto che la società guidata da Topolino (vi giuro che è così! Non avete mai visto South Park?) rivolge le sue produzioni dirette verso il mercato delle famiglie. Ciò non significa che ogni prodotto Disney sia per bambini, ma che si presta spesso ad intrattenimento leggero e fruibile da bambini con riferimenti o livelli di lettura che possano intrattenere anche i genitori.

Senza prenderci troppo in giro, parte dei guadagni della società sono dovuti alla vendita di merchandise e buona parte di questo è composto da giocattoli. Esistono action figure per adulti? Sì! Esistono magliette per adulti? Ovvio che sì! Ma compreresti mai per te la versione pettinabile di Rocket Racoon? … ti prego non rispondere.

Mechandise Disney Marvel

Questo preambolo era per dirti che Disney+ sarà verosimilmente rivolto alle stesse persone a cui Disney si rivolge ora. Ovviamente saranno disponibili contenuti non adatti ai più piccoli, contenuti conquistati acquisendo le varie concorrenti, ma questi saranno una nicchia rispetto alla proposta totale. In fin dei conti, Disney ha già un canale dedicato pieno di serie tv autoprodotte e direi che Soy Luna o DuckTales possano essere un buon esempio di cosa potremmo aspettarci.

Netflix, d’altro canto, è una piattaforma generalistica pronta ad investire anche in prodotti di nicchia (come Voltron per i nostalgici o Black Mirror per gli amanti del distopico) pur di mantenere l’offerta variegata e adatta a tutti i tipi di pubblico.

Altra grande differenza tra Netflix e Disney è che la prima difficilmente lascia uscire i suoi prodotti dal confine della sua piattaforma proprio per giustificare il prezzo del servizio, la seconda invece vive di proiezioni evento al cinema così come di home video. Mentre possiamo aspettarci che l’apertura di Netflix alle sale cinematografiche rimanga quasi un tabu, possiamo anche aspettarci che Disney non inzi improvvisamente a distribuire esclusivamente attraverso la sua piattaforma di streaming e questo cambia un po’ il concetto di esclusive se si pensa al servizio offerto.

Certo, potrebbe improvvisamente proporre le novità Fox come i Simpson in esclusiva sul suo sistema di streamning, ma vedo difficile una decisione simile per il mondo cinematografico.

Una gemma nell’infinita proposta

Dopo aver realizzato che l’intrattenimento che Disney+ offrirà sarà probabilmente diverso da quello che offre Netflix, sia a livello di contenuti che di target, possiamo anche realizzare che esistono contenuti i cui diritti appartengono a Disney e che attualmente sono disponibili su Netflix.

Come è stato già chiarito, i vari film Disney verranno rimossi dai servizi della concorrenza e resi disponibili su Disney+, così come le serie tv e qualsiasi altro contenuto machiato da Topolino. Nonostante questo significhi che Netflix vedrà il suo catalogo assottigliarsi di un po’, la mancanza sarà talmente poco incisiva che difficilmente genererà una migrazione di utenti.

È anche vero che attualmente ci sono delle serie TV coprodotte da Netflix e Disney, serie che possiamo indicare con il ciclo de I Difensori. Partiti con la qualità impressionante di Daredevil, Netflix ha portato prodotti altalenanti a firma Marvel e proprio questi hanno dato da parlare a tanti appassionati come te nel momento dell’annuncio della loro cancellazione.

Si è parlato tanto di chiusura forzata, di come Topolino si muovesse dietro le quinte per riportare questi brand da Netflix a Disney+ e di altre cospirazioni che a confronto “Disney paga i recensori per stroncare i film DC” sembra la bambinata che è.

The Defenders Netflix

La realtà dei fatti è che, a parte Daredevil e forse Jessica Jones, le altre serie coprodotte non sono poi piaciute così tanto. Oltre questo, non avendo (ancora) a disposizione i dati di ascolto delle serie Netflix, non possiamo sapere quanto abbia inciso la narrativa in comune con The Defenders sulle stagioni post “evento”.

La realtà dei fatti è che Disney non avrebbe i diritti di portare queste serie Marvel su Disney+, che non sappiamo i termini degli accordi con Netflix e quindi non sappiamo quando potrebbe produrre serie nuove in esclusiva per la sua piattaforma.

Quello che sappiamo è che queste non saranno disponibili su Disney+ e che Netflix farebbe un favore alla concorrente nel mantenerle online. Lasciandole disponibili, infatti, Neflix offrirebbe altri contenuti esclusivi ai suoi abbonati ma fungerebbe allo stesso tempo da pubblicità per i personaggi e le storie del dominio Disney.

Lo squilibrio nella forza che è già in atto

Per quanto l’offerta di Disney+ potrebbe quindi essere allettante per le famiglie, il catalogo potrebbe essere troppo “piccolo” e il sistema troppo simile per spingere gli utenti ad una migrazione dolorosa da un sistema che hanno imparato a conoscere ad uno nuovo.

Oltre alle offerte, infatti, devi tenere in conto le abitudini degli utenti che hanno imparato a fidarsi del servizio di Netflix e che hanno imparato ad utilizzarlo. Se allarghiamo il nostro campo visivo anziché concentrarci sul colosso e sul “nuovo arrivato”, possiamo subito notare che c’è già chi ha tentato di ritagliarsi la sua fetta in questo mercato e che ha già ottenuto un tiepido riscontro: Amazon.

Prime Video, che in Italia è compreso assieme a tanti altri servizi nell’abbonamento Prime, non è di certo riuscito a fermare la popolarità di Netflix in Italia né tantomeno a attirarne gli utenti ma, al massimo, a condividerli.

Amazon Prime Video

Il problema non è più di certo il catalogo, inizialmente poco appetitoso, ma che ora può contare su produzioni esclusive interessanti come American Gods, The Man in the High Castle e Transparent, per citarne alcuni.

Allora, come mai non c’è stato l’esodo da un servizio di streaming ad uno che può offrirti anche shopping, musica e altro? Perché gli utenti non cambiano facilmente le proprie abitudini ed entrare nella routine è qualcosa di più difficile di offrire un servizio gratuito di prova.

Se sei un videogiocatore oltre che un bingewatcher, prova a porla così: Netflix è attualmente nel mondo dello streaming quello che Steam è per i videogiochi. Un colosso. La risposta alla domanda. La libreria piena di ciò che cerchi. Disney+ sarà invece il corrispettivo di Origin o U Play. Il servizio satellite con qualche esclusiva e a cui ti rivolgi solo in casi davvero rari. Non GOG, non Epic Games Store… Origin.

Ovviamente sto parlando di servizi offerti diversi e, ovviamente, di una potenza commerciale diversa, ma a grandi linee il parallelismo può reggere.

Ma tu che ti stai mantenendo informato mi farai notare che il prezzo dell’abbonamento di Disney+ sarà inferiore. Non solo sarà più basso di quello di Prime Video, ma sarà più basso di quello di Netflix! Perché mai un appassionato o semplicemente un genitore 1 di famiglia non dovrebbe pagare meno per avere quello che vuole?

Disney+

La risposta è che, nonostante il prezzo possa essere una discriminante, non sarà l’ago della bilancia per questo tipo di cifre. A questo punto, un qualsiasi genitore che voglia parcheggiare i propri figli davanti ad uno schermo portebbe tranquillamente usufruire di YouTube (sperando che i figli non incappino in Happy Tree Friends) mentre un appassionato Disney potrebbe continuare a pagare una tantum il suo ingresso al cinema.

C’è anche da ricordare che Netflix ha ridefinito la fruizione di contenuti video, sopravvivendo alla chiusura dei videonoleggi e convincendo pirati di tutto il mondo che pagare una decina di euro al mese per avere tutto è subito sia conventiente, Disney+ non sembra (attualmente) voler portare nessuna innovazione al sistema già presente.

Concludendo

Disney+ avrà sicuramente il suo impatto sul mercato, che sta andando sempre più verso la proposta di diversi servizi che mostrano i muscoli tramite le esclusive prodotte, ma non credo che possa causare troppo disturbo a Netflix che ha una posizione di predominanza difficile da intaccare e per cui ha combattuto duramente.

Tu che sei un maratoneta di Serie TV, cosa potrebbe spingerti a cancellare l’abbonamento Netflix a favore di Disney+? Sei tra quelli che sceglierà il suo servizio di streaming preferito o che aggiungerà il servizio di Disney a quelli che già usi?

Fammelo pure sapere nei commenti e dimmi se pensi che la situazione possa andare diversamente e perché. Accetto volentieri ogni forma di confronto ma, intanto, ti invito a leggere i nostri altri articoli a tema Disney o Netflix.

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