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Game Of Thrones 8×4. ANALISI. Oltre la notte gelida, incontro alla vera fine.

Siamo reduci dalla battaglia su cui la serie ha fatto più affidamento fin dall’inizio. Quel Winter Is Coming è passato, la neve si è sciolta in un ora e mezza scarsa e il pubblico si è diviso come mai prima d’ora nel gradimento dello show HBO.

Il pericolo millenario degli Estranei è svanito nella tormenta notturna, lasciando il vuoto di tante perdite. Troviamo quindi i protagonisti a dedicare gli ultimi pensieri ai fratelli, mariti, amici di una vita in una sequenza di tumulazione in pieno stile nordico.

La più grande minaccia che Westeros abbia mai vissuto è stata sconfitta, per cui è il momento di brindare, dar fondo alle riserve di vino e sudare tra le lenzuola… E qui si avverte un altro di quei momenti anticlimatici, arrivati con la fretta di chi deve gestire tutto in pochissimo tempo e forse forse sei puntate sono pochine.

La serata di festa offre comunque un paio di spunti interessanti. Primo fra tutti l’atto con cui Daenerysinveste del titolo di lord Gendry Baratheon, per sua stessa ammissione un atto di furbizia con cui intende risultare meno antipatica al popolo del nord ed ottenere un giovane influente alleato (che poi la cosa debba essere esternata proprio da lei in un bisbiglio a favor di camera fa parte della necessità frettolosa di cui sopra).

E poi finalmente giunge il momento di recidere una volta per tutte il triangoloTormund-Brienn-Jamie. Che va bene, nelle fasi iniziali era pure simpatico e spezzava un pò la seriosità con cui le relazioni venivano di solito imbastite nella serie, ma davvero si era arrivati al grottesco e al ripetitivo.

Per una Brienne che finalmente si concede ad un uomo, una Aryain perenne allenamento che dimostra ancora una volta di essere il sesso forte della coppia, rifiutando un futuro da lady accanto al neo lord Gendry. Non basta avere salvato il mondo, sa che il suo futuro dovrà compiersi da un’altra parte…che tiri aria di tragedia?

Uno dei momenti problematici (stranamente) riguarda la relazione Jon-Dany. Con lei che non si rassegna ad essere First Lady, ed intima Jon (dopo aver detto di amarlo come mai con nessuno) a non rivelare il gran segreto delle sue origini, nemmeno alla sua famiglia. Ora, ci sta instillare il dubbio nello spettatore sulle scale di grigio di ogni personaggio, evidenziandone la follia latente. Quello che stanno operando sulla giovane Targaryen però è una scrittura tagliata con l’accetta, rapida e facile per dirci chiaro e tondo: ”ma siete sicuri che lei eCerseisiano diverse?”. Che è figo e tutto quanto, ma farlo con una stagione di anticipo avrebbe reso meglio.

Seguirà il piano per la caduta del regno di Cersei, con le solite schermaglie Dany-StarkFamily, pretesto per portare Jon alla rivelazione ai familiari (e da ora il segreto non è più tale, come dice l’acuto Varys più avanti), anzi a far rivelare la cosa da Bran rigorosamente fuori scena.

E’ tempo di attuare il piano e partire, è tempo di agire: Dany si dimostra impaziente e impulsiva (qualità da regina)e subito arrivano i guai, con le flotte di Euron armate fino ai denti e la perdita di Rhaegal. Dardi con traiettorie impossibili, scoccati dalle grandi balestre delle navi nascoste oltre le scogliere, ma meglio non addentrarsi in questi puntigli…

Attacco ai danni delle navi dei nostri eroi da parte di Euron in perfetto stile piratesco, un disfatta totale e Missandei rapita. E anche qui: perchè solo lei? Perchè i nostri lo sanno con certezza, invece di pensare sia morta annegata? Perchè i protagonisti sono tutti vivi in maniera così casuale?

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Interessante (e va bene lo stesso anche se banale, per una volta) la ripresa del viaggio a due di Arya e Mastino, pronti al Clegane-bowl (?) e a creare un pò di scompiglio ad Approdo.

Intanto la grande rivelazione su Jon è già sulle bocche di Varys e Tyrion, nelle loro trame e nella loro consapevolezza di chi sarebbe un buon re (tradimento intensifies).

Lo stessoJon dice addio agli amici di una vita: Tormund, il neo padre Sam e il fido Spettro (vera vittima degli sceneggiatori, shame on you). L’addio probabilmente meglio reso è quello tra Brienne e Jamie, sempre più vero personaggio profondo e deciso a chiudere ogni legame con gli errori del passato. Diretto dove tutto è cominciato. Da Cersei.

E siamo al faccia a faccia Cersei-Dany.Con la madre dei draghi e i suoi… 40 uomini di fronte alla regina e a tutte le sue truppe assediate. Che non dà segnale agli arcieri altrimenti sarebbe finito tutto. Ah, la cura dei dettagli (ma dettaglini proprio).

L’ultimo grande affronto è la morte di Missandei, la puntata si chiude con in una tensione ormai insostenibile, pronti all’imminente ennesima battaglia. Quella decisiva.

L’episodio lascia trasparire le sensazioni di un Trono di Spade delle stagioni iniziali, seppure con la consueta ormai fretta. Che di fatto smorza le tensioni e rende illogici molti passaggi. Eppure sono tornati politica, gli intrighi e i raggiri. Chi vi scrive fa parte della metà che non ha minimamente apprezzato il famigerato episodio 8×3 (The Long Night), confezionato con furbizia a mascherare molte mancanze (di budget e idee) e risolto con il colpo ad effetto un pò a caso. Ecco, questo episodio invece è la fase di risalita della montagna russa che è questa stagione finale. Con tutti i suoi difetti, con cui abbiamo ormai imparato a convivere nelle ultime stagioni. E intanto mancano meno di tre ore alla fine di tutto.

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