Fumetti

Storia e Storie di Batman – Ottant’anni di storia del fumetto

Il 30 Maggio del 1939 nasceva uno dei supereroi più amati di sempre, Batman, creato da Siegel e Shuster.

Storia e crescita di un fenomeno di costume nato poco prima della guerra

27 maggio del 1939, questa la data della prima apparizione di Batman sulle pagine del numero ventisette di Detective Comics, quel martedì segna un punto di svolta nella storia del fumetto, non soltanto statunitense.

Ma andiamo con ordine : come siamo arrivati alla creazione, e quindi all’uscita, di questa anomalia del panorama supereroistico?

Alla fine degli anni trenta il fumetto stava vivendo il suo momento d’oro in termini di espansione, affermandosi come mezzo di intrattenimento e come vera e propria forma d’arte.

Questo crescente interesse da parte del pubblico convinse gli editori a concedere al mezzo ben più spazio delle consuete strisce umoristiche domenicali che si potevano trovare nei quotidiani, così cominciarono ad essere pubblicate vere e proprie riviste esclusivamente a fumetti, la prima di esse fu “ Action Comics “ che il due luglio del 1938 fece debuttare tra le sue pagine il papà di tutte le tutine, l’azzurrone, ovvero il celeberrimo Superman.

Perché il personaggio creato da Jerry Siegel e Joe Shuster ebbecosì tanto successo?

Semplice, perché nacque ed uscì in concomitanza dell’inizio della seconda guerra mondiale, un periodo in cui la società, pur sapendo che l’ombra del conflitto era ancora a miglia e miglia di distanza, sentiva la necessità di svagarsi e di evadere dai suoi problemi, per questo prese come modello questo archetipo di virtù come qualcosa che avrebbe voluto essere ma che nella realtà dei fattiforse non sarebbe mai stata.

Superman andò talmente bene che la National Publications (oggi DC Comics) decise che la sua altra rivista Detective Comics avrebbe ricevuto un eroe altrettanto carismatico che ne avrebbe assicurato l’incremento delle vendite, così si fece avanti un giovane disegnatore e pittore di soli ventitré anni, un certo Bob Kane.

Kane avrebbe voluto creare un eroe diverso, un qualcosa a cui potevano affezionarsi sia grandi che piccini, un personaggio più umano e tragico,  quindi mise sul piatto alcune delle sue migliori idee, ovvero una mescolanza di alcune delle cose che andavano in voga in quel periodo (come qualche richiamo alla famosa pellicola Il Segno di Zorro oppure le abilità da detective che sfoggiava il personaggio di un dramma radiofonico, ovvero The Shadow) usando infine anche qualche elemento desunto da antichi progetti delle macchine volanti di Leonardo.

Bob aveva intenzione di chiamare il personaggio Birdman, main seguito all’incontro con lo scrittore Bill Finger, il personaggio si sgrezzò e divenne più simile a ciò che oggi chiamiamo “ crociato incappucciato”.

Fu proprio Finger a coniare il nome Bat-Man, rendendolo propriamente  simile ad un pipistrello, eliminando ogni riferimento alle macchine di Leonardo ( come ad esempio le ali ), concentrò il tutto nel suo famoso e celeberrimo mantello capace di planare sui malfattori, eliminò anche la sua primordiale mascherina e la sostituì con il più consono e famoso cappuccio, senza dimenticare i suoi guanti, che lo rendevano un vero e proprio detective, infatti non poteva e non doveva lasciare impronte sulla scena del crimine.

Da quel punto in avanti si diffonderanno le vicende del magnate Bruce Thomas Patrick Wayne, un eroe diverso, una tutina senza super poteri che sopperirà a tale mancanza mediante l’utilizzo della propria intelligenza e conoscenza, facendo leva inoltre su un’ottima preparazione fisica e su una serie di gadget destinati a diventare leggendari.

Negli anni a venire farà la sua comparsa uno dei più nutriti e conosciuti gruppi di villain della storia del fumetto: Joker, Due Facce, Il professor Hugo Strange, lo Spaventapasseri, ecc…

Assisteremo anche alla nascita ( precisamente nel 1940 nel numero 38 ) della prima spalla apparsa tra le pagine di un comics Americano, Robin nella sua prima incarnazione ovvero Dick Grayson, un giovane dal passato altrettanto travagliato come quello del suo mentore.

Adesso che abbiamo a grandi linee sviscerato gli inizi e la genesi di questo splendido ed affascinante personaggio è giunto il momento di parlare anche dell’impatto e dell’incidenza che esso ha avuto sulla società.

Nel mondo supereroistico filava tutto nel migliore dei modi, fino quando nel 1954 lo psicanalista ( sedicente tale ndr. ) tedesco Fredric Wertham pubblicò il suo libro La Seduzione degli Innocenti. 

Un saggio che accusava la produzione a fumetti (in particolare i crime comics termine dispregiativo coniato da Wertham stesso) di deviare le giovani menti. Secondo questo saggio, i bambini acquistando e quindi leggendo questi prodotti,avrebbero sicuramente imparato e perseguito comportamenti violenti e delinquenziali , celebri inoltre furono i suoi attacchi alla coppia formata da Batman e Robin ( definita una coppia gay e quindi deviata ) e ad anche a Wonder Woman, accusata di lesbismo per via della sua indipendenza e dalla sua forza individuale.

Questo libro rischiò seriamente di distruggere il comics, tanto che per arginare le proteste dei genitori gli editori crearono il Comics Code Authority, così da controllare e quindi monitorare ogni storia che da quel momento in poi e anche in futuro sarebbe stata pubblicata.

Figlie di quegli anni sono alcune tra le più famose e celebri storie edulcorate: Batman contro la Creatura Arcobaleno e l’incredibile storia di Batman Arcobaleno.

Non possiamo non citare anche il famoso serial televisivo con protagonista Adam West andato in onda nel biennio ’66-’68, dove il personaggio che emerge dal quel programma è paradossalmente quanto di più cartunesco e fumettoso si possa trovare ai tempi. Purtroppo anche le storie del fumetto dovettero adeguarsi a tale stato d’animo, dopo che da qualche anno si era cercato con la Silver Age di tornare ai vecchi fasti delle testate.

Negli anni e nei decenni a seguire il personaggio subirà altri tracolli e rinnovamenti, come quello che avrà grazie a Frank Miller negli anni ottanta con il Ritorno del cavaliere oscuro, soltanto una cosa non è cambiata e non credo cambierà mai, l’amore del pubblico per il personaggio, una maschera ancor prima che un uomo capace di istillare paura e timore in coloro che osano frapporsi tra lui e la sua sete di giustizia.

Un chirottero che plana nel nostro immaginario, facendo crescere serie e profonde domande su noi stessi e su quale sia il nostro reale concetto di giustizia.

Uccidere o no?

Spesso il confine è una risata in più…

 

 

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