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L’Attacco dei Giganti Stagione 3 – impressioni sull’episodio 18: Sole di mezzanotte

Lo scorso episodio de l’Attacco dei Giganti era stato incredibile, pieno di azione, colpi di scena e momenti adrenalinici, tanto che ho sentito di definirlo come uno dei migliori della serie.

Allo stesso tempo, vista la qualità crescente della stagione, credevo comunque che non sarebbe finita lì e che magari la puntata di questa settimana potesse addirittura superare gli apici raggiunti in quei momenti. Ebbene, così è stato. Ricordo che l’articolo contiene spoiler sull’episodio in questione.

La diciottesima puntata, “Sole di mezzanotte”, è quasi agli antipodi rispetto all precedente. È infatti un episodio silenzioso, all’apparenza calmo, ma di quella calma pronta ad esplodere da un momento all’altro. Ciò che lo caratterizza maggiormente è infatti l’enorme e costante tensione che suscita nello spettatore, il quale non sa mai cosa sta per accadere.

La battaglia di Shiganshina si è ormai conclusa. Zeke, Reiner e Bertholdt sono stati sconfitti, anche se al costo di una innumerevole quantità di vite. Due di queste sono però ancora in bilico, a un passo dall’esalare il loro ultimo respiro.

Giudice di queste vite è Levi, chiamato a prendere una decisione impossibile, spinto da Eren e Mikasa verso una scelta e da Floch e il suo buon senso verso l’altra. L’opzione più sensata per lui è infatti inizialmente il comandante dell’armata ricognitiva, grazie al quale l’umanità è giunta vicina alla verità.

Anche Armin però, come ricorda Eren, è stato decisivo in più occasioni, ultima delle quali è la sconfitta del Gigante Colossale. Dopotutto, Armin e Erwin sono abbastanza simili. Nonostante il primo sia ancora vittima di qualche incertezza, sono entrambi ottimi strateghi e, pur se a volte con delle difficoltà, riescono a trovare la soluzione anche in situazioni sfavorevoli. Ma soprattutto, entrambi hanno un sogno. Per Erwin è scoprire la verità sui giganti e sul loro mondo, è confermare le teorie sue e di suo padre. Per Armin è raggiungere il mare insieme ad Eren, cosa che si erano promessi fin dal principio.

Bellissime inoltre le parole che Hanji usa per calmare Mikasa, alla quale spiega che tutti prima o poi perdono qualcuno, che è qualcosa che fa male ma che va accettato, mentre nel frattempo passano intelligentemente le immagini del modo in cui si è salvata dall’esplosione del Gigante Colossale, il quale ha però spazzato via tutti i suoi compagni.

Per il resto, l’episodio gode di un doppiaggio giapponese eccezionale, in particolare per quanto riguarda Eren e Mikasa, per i quali raggiunge livelli esagerati, riuscendo perfettamente a far sentire allo spettatore le emozioni dei personaggi in quella circostanza. Lo stesso vale per Bertholdt al termine della puntata, con le sue urla che chiamano disperatamente i suoi compagni, similmente a quanto successo durante la morte di Marco.

E dopo tante emozioni e tanta tensione, sembra finalmente arrivato l’atteso momento della cantina di Grisha Yaeger, ovvero della scoperta della verità che tanto era cara ad Erwin. Cosa troveranno Eren e gli altri al suo interno?

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