Fumetti

Hellboy Omnibus 2 e 3 – La Recensione

Prosegue la ristampa da parte di Magic Press, della celebre saga di Mike Mignola: Hellboy.

Premettendo che per poter apprezzare appieno questo personaggio bisogna essere un minimo appassionati di horror e soprannaturale (io ad esempio non ne vado matto), i volumi 2 e 3 sono, a mio avviso, superiori al primo anche se non sono perfetti e non sono capolavori assoluti, ma in certi punti la storia riesce a prendere una piega davvero interessante e senza cadere nel noioso.

In questi due omnibus il quadro generale della storia è più chiaro e coinvolgente, Mignola si alterna con altri disegnatori, approfondendo e ampliando l’universo di Hellboy.

HB continua infatti il suo viaggio alla scoperta del suo Io alquanto interessante; certo la, a mio parere, ripetitiva scena delle corna che vengono spezzate è riproposta troppe volte anche se sempre d’impatto.

I disegni di Mignola tecnicamente peccano sulle tavole in secondo piano, ma sono parte importante per entrare ancora più nel vivo della storia.
Se infatti prendiamo alcune tavole “secondarie” i volti, le figure e i paesaggi rimangono fin troppo abbozzati e poco d’impatto, ma paradossalmente questo permette un risalto dei colori, che ci immerge nelle cupe ambientazioni della storia.

Il secondo omnibus ha però delle parti altalenanti: si susseguono scene e passaggi molto suggestivi e potenti, ed altri dove l’attenzione e l’interesse scendono vertiginosamente.

Mignola poi, usando solo Red per proseguire la storia, ci descrive mano a mano, sempre più nel dettaglio il protagonista e il suo eterno e davvero ben realizzato, scontro con la verità e il suo destino a cui sgugge continuamente. Però, così facendo,  vengono messi da parte alcuni amici di Hellboy che sarebbe bello poter approfondire, per poter avere più affinità e poterne conoscere più sfaccettature.

Il nemico più dominante di questi due volumi è probabilmente Baba Yaga che odia Hellboy, sentimento ricambiato, e lo affronterà con l’ingegno, anche se come “villain” è abbastanza piatto e privo di sfumature, riesce però a dare del filo da torcere al nostro protagonista e nel mentre, getta le basi per la prossima fase che si prospetta davvero tamarra e adrenalinica come siamo stati abituati.

La vera forza però di queste storie, sono quei punti alti che portano l’hype e l’attenzione alle stelle (basti pensare all’origine della mano del destino) e ti portano a supportare il nostro “eroe”.
Infatti per quanto sia un mondo molto distante dal nostro e poco desiderato (per una volta), il personaggio di Hellboy risulta decisamente più umano ed emotivo rispetto a molti altri terrestri.

Con il secondo Omnibus si chiude il primo maxi story-arc con Rasputin e i suoi seguaci nazisti, molto bella e suggestiva è la storia con Lobster Jonshon (eroe d’infanzia di Hellboy) e incredibilmente (a mio parere) sorprendente la storia del Verme Conquistatore dove Rasputin nel finale trova l’apparente morte, per lasciare spazio al vero nemico, che rivedremo poi protagonista nel terzo omnibus: Baba Yaga.

Non posso dire che Hellboy sia un capolavoro assoluto, ne tanto meno una delle tante storie horror a fumetti; ma il difetto più grande ed insommortabile rimane il tema stesso: faccio fatica ad apprezzare soggettivamente, la storia, perchè la magia, la stregoneria e i vari elementi caratteristici dell’universo di Hellboy sono lontani dai miei gusti.
A differenza di altre opere, questa non piace a tutti che la leggono, proprio perchè la magia negli horror è diffile da figurare senza cadere nel clishè o nella banalità più totale.


Io lettore, non ho una prova tangibile di quello che sta facendo e il come risucirà a risolvere i problemi il protagonista. Nel 2019 siamo abituati ad una soluzione “scientifica” i fumetti che leggiamo si basano molto su una scienza relativamente plausibile e provata, ed io, personalmente, trovo difficoltà nel non rimanere distaccato dagli avvenimenti troppo fantasiosi.

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