Cinema

The Elevator – La recensione

Il film di Massimo Coglitore non convince fino in fondo. Vediamo nel dettaglio i pro e i contro di The Elevator

The Elevetor è l’esordio di Massimo Coglitore alla regia di un lungometraggio, fino ad ora conosciuto per i suoi cortometraggi. Un Thriller a basso budget The Elevator punta a conquistare il mercato internazionale.

SINOSSI

Jack è un famoso conduttore di quiz televisivi che, oltre a sottoporre i concorrenti a difficili domande, ne conosce bene anche le risposte essendo un vero e proprio genio e avendo dalla sua una grande memoria. Una sera, mentre sale in ascensore verrà stordito, legato e sequestrato da una donna che cerca vendetta nei suoi confronti. La donna lo sfiderà in un gioco senza regole, dove il montepremi è proprio la vita di Jack.

SCENEGGIATURA

In realtà sulla storia in sé non ho molto da aggiungere, volendo evitare di fare spoiler, soprattutto. Mi soffermerò su altro, come le inquadrature che, dato anche il titolo del film, dovrebbe trasmettere un senso di claustrofobia ma non lo fanno, vista la decisione di ambientare il film quasi interamente dentro l’ascensore, chi lo guarda vorrebbe percepire quel senso di chiuso, proprio del rimanere bloccato in un ascensore senza vie d’uscita. In poche parole una scelta che non si è stati all’altezza di rispettare, contando anche la troppa mobilità data al protagonista nonostante fosse legato. Buona, se pur banale, la motivazione dietro l’odio della rapitrice che non rende però più emozionante o coinvolgente la storia narrata. Apprezzabile l’intenzione di voler intralciare i piani della sequestratrice, sfruttando due vicini che passavano lì per caso. Plot twist non realizzato, dato l’improbabile e il poco realistico comportamento dei ragazzi. Insomma tutto un “voglio ma non riesco”, una volontà di strafare che si sarebbe potuta evitare.

Impercettibile anche l’ispirazione alla tragedia reale alla quale il film, in teoria, dovrebbe far riferimento.

Convincenti, d’altrocanto i dialoghi, ben scritti e verosimili.

REGIA

Assistiamo a una regia confusionale e priva di logica, non si sono rispettati i tempi fra una scena e l’altra (che quasi si sovrappongono), condite da uno susseguirsi degli eventi del tutto privo di realismo e di logica. Non c’era un filo conduttore che tenesse insieme la narrazione dentro l’ascensore e quello che, invece, succedeva fuori. Ciò ci conduce al fatto che l’ascensore rimanesse bloccato al decimo piano per cosi tanto tempo quasi non ha destato sospetto. Anche qui un lavoro alquanto sommario e poco curato.

INTERPRETAZIONE

Mi sarei aspettato qualcosa di più convincente, considerando lo stato delle cose credevo di percepire da parte della sequestratrice un senso di potere e di superiorità (che invece è stato scarsamente accennato), mentre da parte del sequestrato un senso di impotenza (cosa per nulla mostrata, anzi quasi sembrava proprio lui ad avere in mano il gioco). Nessuno dei due era aiutato dalla battute, certo, ugualmente sarebbe stata buona cosa una maggiore immedesimazione da parte loro.

LE CONCLUSIONI

Un film troppo pretenzioso, frutto dell’inesperianza nel gestire un lungometraggio del regista e della non curanza dei dettagli che in un film del genere sono fondamentali.

Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere con un commento qui sotto.

Voto: 4,5

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2 commenti

  1. Certo che la persona che ha fatto questa recensione o non ha visto il film o non capisce proprio nulla di cinema. Per la maggior parte del pubblico e anche delle recensioni è tutto il contrario di quanto questa persona (che spero faccia altro nella vita) ha distrutto. Voto alla recension 2.

    "Mi piace"

    1. scusa se rispondo solo ora. Onestamente questo è quello che penso del film, posso assicurarti che non sono il solo ad averlo giudicato in questa maniera e anche fosse non cambierei il mio pensiero. Conosco le mie competenze e so esattamente di cosa parlo.

      "Mi piace"

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