Fumetti

Robocop Vivo o Morto volume 1 – La Recensione

Un ulteriore omaggio di Saldapress alla fantascienza vecchia scuola. Un viaggio alla riscoperta di un simbolo troppo spesso dimenticato.
Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.
Qualche giorno fa, mi è stato chiesto da uno dei miei redattori se mi andasse di leggere e quindi di parlare di un nuovo fumetto edito da saldaPress che aveva come protagonista un vecchio e troppo spesso dimenticato simbolo della fantascienza targata anni ottanta, come sicuramente avrete capito dal titolo, sto naturalmente parlando di Robocop.
Andiamo però con ordine, chi e cosa è Robocop?
Per prima cosa è un film, una pellicola uscita quasi alla fine degli anni ottanta (1987) per la regia di Paul Verhoeven, un regista olandese particolarmente noto in America per aver diretto lungometraggi come Basic Instinct, Atto di Forza, Showgirls e L’uomo senza ombra.
La trama di Robocop narra le vicende dell’agente modello Alex Murphy della polizia di Detroit che, durante un’azione sul campo, viene torturato e reso in fin di vita da dei criminali, in questo modo diventerà oggetto di esperimenti e interesse da parte della malvagia OCP (Omni Consumer Product), il cui unico scopo è radere al suolo la vecchia città ormai in balia delle bande e dalla criminalità per poter poi costruire e ergere al suo posto l’utopistica Delta City.
Per farlo la OCP comprerà letteralmente il dipartimento di polizia dopo che alla presentazione del suo ultimo poliziotto droide, ED-209, ha sterminato metà consiglio di amministrazione.
Il fumetto dà tutto ciò per scontato, gli autori danno per certo che i fruitori della loro opera conoscano la trama e il pregresso del nostro protagonista, tanto da narrare un qualcosa di diverso, una storia che grazie alle sue allegorie ci proietta e ci trasporta in una odierna realtà fin troppo alienante.
Lo scrittore Carlos Magno ci descrive uno spaccato di umanità perfettamente plausibile, ci fa conoscere le vicende di un ex galeotto, Killian, uomo dalla fine mente strategica e politica, il cui unico scopo è quello di arricchirsi e fare baldoria. Tenterà di mettere in atto i suoi piani quasi esclusivamente grazie alle sue arti oratorie, approfittando di una legge emanata dal sindaco per disarmare la propria città.
Il primo cittadino, a seguito di un violento conflitto a fuoco tra la polizia e alcuni criminali barricatisi in un palazzo, decide di emanare un decreto che vieta a tutti i cittadini di possedere delle armi. Il nostro villain da prima si proporrà alla polizia come loro aiutante, visto il suo scendente e la sua ars oratoria, per calmare e sedare i primi focolai di protesta che già stavano iniziando a serpeggiare tra i cittadini. Subito dopo però volterà le spalle ai tutori dell’ordine, aizzando e gettando benzina sugli animi fin troppo ardenti delle masse.
Perché la popolazione non era d’accordo con questa legge? Perché tutto questo astio nei confronti di un provvedimento atto soltanto all’abbandono delle armi?
Semplice, perché un sobillante e viscido politico gli ha detto che era sbagliato.
La gente ha bisogno delle armi, altrimenti come può difendersi dai malfattori e dai ladri che di continuo minacciano la nostra tranquillità e la pace di noi persone perbene? Ognuno deve avere una pistola, contro i cattivi e i malfattori.
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Queste parole potrebbero tranquillamente essere uscite dalle labbra del sedicente imbonitore, il cui unico scopo è quello di far affari con le bocche da fuoco, indipendentemente dal benessere dei propri concittadini.
Le matite sporche di Joshua Williamson e i colori di Marissa Louise aiutano questo transfer, disegni perfetti per comprendere il mood che questo primo volume vuole trasmetterci, sensazioni di facili influenze e di disinformazioni, cyberpunk e di amicizia…
Dovreste leggere e quindi comprare questo fumetto?
Assolutamente si!
Non fermatevi alle apparenze, non passate avanti soltanto perché è un fumetto su Robocop, sfogliatelo e provate a leggerlo.
Parliamo di un personaggio talmente pop ai suoi tempi che un certo Frank Miller si era messo in testa di ideare e scrivere una sceneggiatura per un suo seguito (che purtroppo non vide mai la luce). Il droide è soltanto un pretesto narrativo, un escamotage che ci permette di affrontare e venire a conoscenza di un problema che purtroppo affligge la nostra società: i politici corrotti il cui unico pensiero è sobillare e aizzare le folle per i loro tornaconti personali, non pensando ai reali problemi di chi è amministrato da loro.
Caratteristiche tecniche:
Copertina rigida: 168 pagine
Editore: SaldaPress
Scrittore: Carlos Magno
Disegni: Joshua Williamson
Colori: Marissa Louise
Prezzo: 24,90 €
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