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L’Attacco dei Giganti Stagione 3 – Impressioni sull’episodio 22: Al di là delle mura

Con “Al di là delle mura” si chiude definitivamente la terza stagione dell’Attacco dei Giganti. Una stagione che ha visto dei primi 12 episodi che hanno messo da parte i giganti e sono stati incentrati maggiormente su combattimenti tra esseri umani, con l’armata ricognitiva che doveva cercare in tutti i modi di riprendersi l’onore che gli era stato sottratto.

Una stagione che ha avuto però una seconda parte ancora più scoppiettante, che ha avuto luogo soprattutto nel distretto di Shiganshina ed è stata ricca di momenti indimenticabili e colpi di scena strepitosi. La puntata 22 chiude quindi tutto questo e lo fa nel modo più poetico possibile. Ricordo che nell’articolo potrebbero essere contenuti spoiler.

La prima metà dell’episodio si concentra sugli eventi che accadono all’interno delle mura nel periodo post battaglia si Shiganshina, a partire dalla fondamentale decisione di diffondere al popolo tutto ciò che si è scoperto nella cantina di Grisha Yaeger. Questo perché continuando a mantenere segreta la verità si sarebbe agito come il re delle mura, prolungando l’inganno di cui i cittadini erano da sempre stati vittime.

Si tratta di una decisione che la regina Historia prende con assoluta fermezza e senza alcun tipo di dubbio. Historia che è protagonista anche di una delle scene successive, in cui i sopravvissuti della battaglia rendono omaggio ai caduti e vengono premiati per ciò che hanno fatto per l’umanità. Poco prima avviene però un’interessante dibattito tra Floch ed Eren, in cui il primo esprime le sue opinioni sulla decisione di salvare Armin al posto di Erwin e si dimostra essere un buon personaggio, grazie alla sua capacità di dire le cose come stanno nonostante siano esse negative e di avere spesso ragione.

Arriviamo poi alla seconda dell’episodio, la quale rappresenta una delle parti più delicate e poetiche dell’intera serie. Dopo essersi accertata che non è rimasto quasi nessun gigante a circondare le mura, l’armata ricognitiva decide di esplorare ciò che si trova al di là di esse, ciò che il mondo gli nasconde da ormai troppo tempo e che per la prima volta è possibile raggiungere.

Gli eroi arrivano così verso il luogo descritto pochi episodi prima da Grisha nei suoi diari, un luogo che Eren guarda in maniera dolorosa avendo visto nei suoi ricordi a cosa era collegato. Ma oltre quella zona si trova il vero protagonista dell’episodio: il mare.

Se già la strada percorsa dai personaggi per arrivare alla meta è ricca di inquadrature suggestive, la vera poesia esplode poi nel momento in cui giungono al mare. Dapprima il silenzio ad esaltare quelle che sono le loro emozioni nel vedere tanta maestosità, nonché la realizzazione del sogno di Armin. Poi la festa quasi incredula accompagnata da felicità e sorrisi.

Tuttavia, mentre Mikasa e Armin si godono il momento, Eren sembra guardare ancora più in là, puntando il dito contro quelli che sono i loro veri nemici e che devono ancora essere sconfitti per raggiungere la vera libertà. Un’attenuazione degli entusiasmi che è simbolicamente rappresentata dal gesto di Armin che, tenendo una conchiglia in mano, abbassa lentamente le braccia, prima della conclusione dell’episodio.

Insomma, è stata una chiusura degna di una stagione incredibile. E noi, un po’ come Eren, guardiamo però ancora avanti, dato che la quarta e ultima stagione è stata già annunciata e si prepara ad uscire nel 2020.

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