Serie Tv

Stranger Things 3 – Ecco il capolavoro!

Il 4 luglio ha esordito la terza, ma non ultima (!), stagione dell’ormai cult serie TV Stranger Things.

  • Winona Ryder: Joyce Byers
  • David Harbour: Jim Hopper
  • Finn Wolfhard: Michael “Mike” Wheeler
  • Millie Bobby Brown: “Undici”
  • Gaten Matarazzo: Dustin Henderson
  • Caleb McLaughlin: Lucas Sinclair
  • Natalia Dyer: Nancy Wheeler
  • Charlie Heaton: Jonathan Byers
  • Cara Buono: Karen Wheeler
  • Matthew Modine: Dr. Martin Brenner
  • Noah Schnapp: William “Will” Byers
  • Joe Keery: Steve Harrington
  • Sadie Sink: Maxine “Max” Mayfield
  • Dacre Montgomery: Billy Hargrove
  • Sean Astin: Bob Newby
  • Paul Reiser: Dr. Sam Owens
  • Maya Hawke: Robin Priah Ferguson: Erica Sinclair: Joyce Byers

Il cast non subisce grandi cambiamenti, sono veramente pochi i personaggi che a conti fatti sono stati introdotti, e grazie a questo possiamo assistere ad una crescita, non solo degli adolescenti ma anche degli adulti, che ci porta ad empatizzare con ogni singolo membro.

L’interpretazione è come sempre ben strutturata, i nostri piccoli attori (non più tanto piccoli ormai n.d.r.) crescono sempre più in bravura e pertinenza e regalano allo show una performance senza precedenti. Menzione d’onore, a mio avviso va a Gaten Matarazzo (Dustin) e Steve (Joe Keery) che con il loro Bromance appassionano davvero tutti. Anche la splendida Maya Hawke (figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke) ci regala un sorprendente debutto come degna figlia dei suoi genitori.

Nonostante i villain secondari siano appropriati per l’epoca, ma che cadono nei clichè più stereotipati, ed una trama riproposta per le terza volta, si rimane incollati allo schermo fino alla fine.

Dall’inizio alla fine c’è un climax crescente e molto ben gestito: le prime tre puntate sono più spensierate e divertenti (molte sono le gag davvero esilaranti) per poi diventare via via sempre più serie e tese fino all’ultima puntata dove la lacrima scende per diversi motivi. Una evoluzione ben palpabile, una maturazione sia dei ragazzi sia degli adulti.

Come al solito le sottotrame portano sempre a quella principale, e vediamo una doppia divisione del gruppo, una fisica quella che si genera quasi casualmente, ed una che avviene all’interno che ci mostra come i nostri teenager stiano crescendo e diventato adulti.

Come poi ci racconta il finale, il cambiamento è molto forte in ogni personaggio, anche negli adulti; alla fine non si può che rimanere soddisfatti da questa season 3.

Non possiamo non parlare della regia che è assolutamente meravigliosa e gestita alla perfezione. Tantissimi sono i piccoli riferimenti al cinema del 1985 (anno più anno meno), le zoomate, i giochi di ombre in perfetto stile De Palma. Abbiamo adorato questi piccoli riferimenti al cinema tradizionale di quegli anni e, soprattutto, abbiamo apprezzato anche il lavoro, definiamolo pure sociologico, fatto su quegli anni, dalla moda alle nuove abitudini della popolazione americana, alla guerra fredda che condizionava le vite proprio di tutti.

A modo suo questa terza stagione lascia comunque il segno, forse la meglio riuscita delle tre, per diversi aspetti e inoltre sansisce una sorta di fine che però poi come già anticipato vedrà una conclusione nella quarta ed ultima stagione.

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