Cinema

Il Re Leone – La Recensione

A distanza di ventiquattro anni, il 21 agosto uscirà in tutti i cinema italiani il nuovo live action, se tale si può definire, del capolavoro Disney Il Re Leone.

La storia, come molti di voi sapranno, racconta del leoncino Simba che alla morte del padre, Mufasa, è costretto a riprendersi il regno che suo zio Scar gli ha sottratto con l’inganno. Reduce da un altro dei tanti successi Marvel Spider-Man far from home (che in questo caso lo ha visto come attore), Jon Favreau dirige questa nuova trasposizione de Il Re Leone, accompagnato da cantanti e doppiatori del calibro di Beyonce e di Donald Glover rispettivamente nei ruoli di Nala e Simba da adulti. Tornando alla regia di Fraveau, ci sono, sin dalla prima scena, inquadrature della natura e la vita degli animali che anche il bellissimo paesaggio in cui questi vivono, il enfatizzando tutto con la tecnica del CGI. Anche le espressioni degli animali sono realizzate davvero bene, sembrano molto naturali e quasi tipiche di noi umani, mi sento di elogiare il lavoro fatto su Timon e Pumba.

Nella versione italiana del film, Nala e Simba sono interpretati da Elisa e Marco Mengoni, entrambi famosi cantanti italiani che, affiancati da Fiamma Izzo, si sono cimentati ancora una volta nel doppiaggio.
Questa scelta, ovviamente, non poteva non aizzare una polemica, purtroppo ancora in corso, che vede protagoniste Laura Pausini, Elisa e le rispettive schiere di fan che, scontenti della scelta di Elisa come doppiatrice, hanno aizzato contro la cantante una vera e propria macchina del fango.
Sicuramente il doppiaggio della versione italiana mostra tutti i difetti dei due doppiatori principali, non essendo questi degli attori professionisti, ma hanno fatto davvero un bel lavoro rispetto alla catastrofe che in molti. avevano ipotizzato. Elisa è riuscita a far apprezzare Nala come un personaggio forte che con coraggio e disobbedienza rende possibile affrontare il nemico, mentre Mengoni è riuscito a trasmettere le varie fasi di Simba che, nonostante sia cresciuto, è passato dal motto “Hakuna Matata” e quindi al vivere alla giornata a, invece, preoccuparsi della sua casa e della sua famiglia.

Il doppiaggio che in realtà ha stupito il pubblico in sala in maniera davvero positiva è stato quello di Edoardo Leo e Savatore Frasi che hanno reso Timon e Pumba dei personaggi ancora più divertenti e spensierati. Altra nota di merito è per il meraviglioso Luca Ward che dona la voce a Mufasa.
L’unica pecca riscontrata nei personaggi è lo stesso Scar, che non corrisponde allo Scar presente nel cartone, non solo a livello di fisionomia perchè Scar ha il pelo nero e qui invece è semplicemente un leone mal nutrito e un pò spelacchiato, ma anche nella cattiveria enfatizzata che prova per la sua famiglia. Tornando invece ad Elisa e Marco Mengoni per quanto riguarda la musica sono stati a dir poco fenomenali, sopratutto sulle note di “L’amore è nell’aria” hanno emozionato tantissimo non solo le persone in sala ma anche chi da casa, in questi ultimi due giorni, è riuscito ad ascoltare la canzone.

Il Re Leone, durante la sala stampa, non è stato definito come Live Action, dal momento che c’è ben poco di live ma è praticamente fatto tutto in CGI, perciò viene definito un foto real. A tal proposito in questi ultimi mesi è nata una discussione da parte dei fan che non erano affatto contenti per le modalità attraverso cui i tecnici avessero ricreato tutto, a partire dal film fino ai personaggi. Mi sento di dire che non si nota molto la differenza, ho percepito solo in due momenti il fatto che i personaggi e le ambientazioni fossero fatti al pc. Per il resto credo sia stato fatto davvero un ottimo lavoro.

In conclusione, il film è davvero emozionante e non me lo aspettavo minimamente, il fatto che ci siano degli animali relativamente veri rende il tutto ancora più empatico quindi, per tutti i fan di vecchia data del cartone animato, lo consiglio vivamente per rivivere una nuova esperienza CGI assieme ai personaggi che tanto abbiamo amato durante la nostra infanzia. E, magari, per far conoscere ai piccoli spettatori una storia che ancora non hanno vissuto.

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