Fumetti

Cinque minuti due volte al giorno – La recensione

La recensione della nuova graphic novel targata Shockdom per la collana Fumetti Crudi.

Per la collana Fumetti Crudi, Shockdom pubblica un nuovo volume ispirato a una storia vera, Cinque minuti, due volte al giorno. La graphic novel racconta la permanenza in carcere del jazzista Chet Baker a Lucca, nel 1960, con i testi di Marco Di Grazia (L’uomo che custodiva la musica, Nebula) e gli acquerelli di Cristiano Soldatich (Non calpestare le margherite).

Siamo a Lucca, Chet Baker è un jazzista americano che si sta esibendo nei locali toscani finché non viene arrestato per possesso di droga. In carcere non gli viene concessa nemmeno la possibilità di suonare la sua tromba, inizialmente. A conclusione del processo però, il giudice gli concede di suonarla «solo per cinque minuti, due volte al giorno», durante i sedici mesi di reclusione. Ed è in quei cinque minuti che Chet ritrova sé stesso, si ricongiunge alla sua anima e coinvolge non solo le guardie ma anche i passanti fuori dal carcere con la sua musica.

Cinque minuti due volte al giorno è già poetico nella premessa. L’idea di concedere a un detenuto questi dieci minuti d’aria dove potersi sentire vivo con il suo strumento musicale è già da sola un’immagine splendidamente romantica. A raccontarla ancora meglio troviamo la coppia Di Grazia/Soldatich che già un paio di anni fa, con L’uomo che custodiva la musica, avevano dimostrato di saper raccontare la magia delle note con storie e immagini veramente evocative. Il loro talento si replica in questa breve graphic novel, dove i moti dell’anima del jazzista sono magnificamente rappresentate da tavole dinamiche ed emblematiche. In particolare, una donna vestita in blu, stregherà tanto Chet quanto il lettore, al confine tra visioni oniriche e tangibilità, come metafora di un passione fin troppo seducente, da diventare una dipendenza.

La storia è breve e si sviluppa con un sempre efficace cliché del flashback. Tuttavia è riuscita a toccare alcune delle mie corde emotive in modo non esageratamente drammatico, ma anzi soppesando la giusta malinconia e romanticismo. Ho trovato superlativo il lavoro ad acquerello di Soldatich, in grado di rappresentare la storia sia con chiarezza che con ambiguità laddove necessario, con un sapiente utilizzo del colore e della luce. Cinque minuti due volte al giorno è apparentemente una storia sulla musica, ma cela, tra lo spartito, il desiderio di raccontare i demoni e le paranoie dell’uomo, aspetti che mutano forma da individuo ad individuo, proprio come un acquerello.

Cinque minuti due volte al giorno
di Marco di Grazia (storia) e Cristiano Soldatich (disegni)
112 pagine a colori
Brossurato
Ed. Schockdom, collana Fumetti Crudi
Uscita: 12 settembre 2019
12€

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2 commenti

  1. Una recensione do un bel 10
    Alla storia e allo scrittore voto 10
    All’’illustratore per le sue tavole ad acquarello 10
    Grazie a tutti, e tanti auguri per la vendita di questo capolavoro.
    Bruno 10/08/19

    Piace a 1 persona

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