Fumetti

West Coast Avengers (2018) – La Recensione

Recensione del cartonato panini dei West Coast Avengers (2018), contenente i numeri da 1 a 10 della serie scritta da Kelly Thompson e disegnata da Stefano Caselli, Di Nuocolo, Gang-Hyuk Lim e Moy R.
Nome importante per questa serie della Thompson, la quale la abbiamo già vista all’opera su Ms. Marvel, Mr. & Ms x e, da non dimenticare, All New Hawkeye (insieme a Leonardo Romero).
Stante l’importanza del nome è chiaro che questa serie costituisca uno spin-off più o meno riuscito della serie dedicata a Kate Bishop.
In realtà sembra anche un mezzo tributo al secondo volume dei Giovani Vendicatori (Gillen/McKelvie), vista la presenza nel cast di America Chavez (Miss America), la stessa Kate Bishop (Hawkeye) e Noh-Varr (Marvel Boy).
Come si diceva sopra, retaggio importante, nonché scelta discutibile, per quanto riguarda il titolo della testata. Immancabili nella testa, e nel cuore i rimandi ai Vendicatori della costa ovest originali, specie quelli scritti e disegnati da John Byrne.
Rimandi, purtroppo, solo nella nostra testa.

70101906ec72829fb84830b6b8b8aa63.jpg

Si ricorda a tutti l’origine dei primi Vendicatori della Costa Ovest:

Alcuni anni fa, Visione – all’epoca presidente dei Vendicatori, in accordo col governo degli Stati Uniti decise di creare una seconda squadra di Vendicatori sulla costa occidentale del paese, per essere più efficienti sul territorio nazionale; a capo di questa nuova filiale fu messo Occhio di Falco, in virtù della sua lunga esperienza tra le file del gruppo. Oltre a lui e sua moglie, Mimo, nel gruppo avrebbero militato quei Vendicatori solitamente impiegati come riserve del gruppo principale: come Wonder Man, Tigra, Jim Rhodes come Iron Man (in quanto Tony Stark, in quel periodo, era in una crisi d’alcolismo ed entrò a far parte del gruppo una volta ristabilito). Al gruppo si unì successivamente anche Henry Pym, ma solo come consulente scientifico. Occhio di Falco cercò di convincere la Cosa – che in quel periodo aveva lasciato i Fantastici Quattro per intraprendere la carriera di wrestler a Los Angeles – a unirsi a loro, e anche se Ben mise la sua enorme forza al servizio del gruppo in diverse occasioni, non divenne mai un membro ufficiale della squadra.

Al suo posto venne preso poi Firebird, una ragazza ispanica con poteri simili a quelli di Sole Ardente, che fu fondamentale nel fare guarire dalla depressione Henry Pym, dopo che aveva anche tentato il suicidio. Occhio di Falco guidò la squadra e il gruppo si rese protagonista di imprese eroiche come il gruppo originale, tuttavia il governo qualche tempo dopo obbligò il gruppo ad accogliere tra le proprie file U.S. Agent come tramite per il governo.

west_coast_avengers_de_byrne_by_namorsubmariner_d4fwzlo-fullview

Da un punto di vista di trama questa scorre in modo abbastanza fluida, si tratta infatti di dieci numeri senza particolari temi trattati (giusto l’amicizia, i rapporti di coppia, scomodi o di comodo, e i classici tradimenti che ti aspetteresti in una storia della Thompson). Chiara l’intenzione di voler creare una miniserie, anche se probabilmente nelle idee originali vi era la volontà di fare una serie regolare. Al di là del team proposto, composto da personaggi anche di un certo potenziale non indifferente (basti pensare a Quentin Quire e al retaggio di questo durante la Rivolta allo Xavier Institute, firmato Morrison, o al momento in cui ha tolto la maledizione vampirica a Jubilee; oppure alla stessa Ms. America, al suo periodo negli Ultimates e ai momenti durante Civil War II in cui l’abbiamo vista tenere testa a Thanos, mentre adesso la si vede faticare con una Tigra alta dieci metri).

055b63e68d50daaf4b11200673625f46._SX1280_QL80_TTD_

Che non mi si fraintenda, West Coast Avengers 2018 è un prodotto ben fatturato, chiara la cura editoriale di chi l’ha concepito in patria, bellissimo il comparto artistico. Ma è un omaggio non dovuto e, soprattutto, non voluto. Avrebbe avuto più senso definirli “Hawkeye SUPER FRIENDLY AVENGERS & Quentin Quire” (dato che lo sponsor del team è proprio lui), oppure “Silly Pink Avengers”, piuttosto che evocare, e scomodare, il pesante nome dei Vendicatori della Costa Ovest, nonostante la partecipazione del Clint Barton originale. Tra i villain della prima parte del volume (da 1 a 5) troviamo non solo Tigra gigante, ma anche degli squali antropomorfi e anche, seppur per breve tempo (o forse no), un M.O.D.O.K. uscito direttamente da un catalogo di Abercrombie & Fitch, ovvero B.R.O.D.O.K. (Bio-Robotic Organism Designed Overwhelmingly for Kissing). Nell’ultimo arco il villain cambia lievemente. Tra i cameo importanti troviamo Madame Masque e Wonder Man, tra gli altri. Il cambio di mood durante la seconda parte del volume convince nel rendere la serie un po’ più matura, ma si tratta pur sempre di gag sgangherate, Gwenpool che ruba la scena ed una miriade di momenti LGBT, che ci stanno ed, anzi, dovrebbe contribuire ad ampliare la platea di potenziali destinatari. Ma non in questo caso. Cioè perfino gli Avengers dei Grandi Laghi sono sembrati molto più seri, forse perché Squirrel Girl aveva dato le botte perfino a Wolverine (nel celebre New Avengers #15 di Bendis/Deodato Jr.).

Force_Works_Vol_1_8

Mi spingo oltre, anche Force Works datato 1994 (firmato Abnett/Lanning) fu meglio di questo surrogato dell’Ovest, e F.W. era nato come spin-off a seguito della chiusura della testata summenzionata successivamente agli eventi di Tempesta nella Galassia (a livello di storyline si giustificò il tutto con il diverso spettro di vedute etiche tra U.S. Agent e Cap.). Il gruppo di Force Works ebbe però durata effimera a causa dei frequenti atti di insubordinazione di Iron Man, al tempo mentalmente corrotto da Kang il Conquistatore, che si pose apertamente in conflitto con la leader designata, Scarlet, causando non pochi problemi. Quando Iron Man morì alla fine del crossover La Traversata (uno degli eventi peggiori di quel periodo, tipico degli anni ’90), il gruppo fu sciolto e Scarlet venne reintegrata nelle file dei Vendicatori, mentre gli altri presero strade differenti.

America-intro

Comunque sia è questo ormai il mood odierno, tonnellate di serie che iniziano come regular e dopo 5/10 numeri chiudono (si veda il recente fiasco della Future Foundation, Marvel Comics Presents, nonché di altri titoli che sono ora in chiusura). Ma è normale, il mercato è saturo, la situazione è simile, ma inversa, alla bolla speculativa degli anni ’90, e non credo proprio che si finirà a quei livelli. Laddove editori come la Image possono permettersi testate a non finire (visto la platea di lettori ed i soggetti di lettura vari) o come la DC (che ha notevolmente ridotto il suo parco testate da 90 a circa 50), mentre la Marvel continua a incrementare l’output di uscite (siamo a circa 100/110 titoli). Già un po’ di mesi fa Ethan van Sciver (la pecora nera dei disegnatori DC, licenziato per alcune visioni non proprio eticamente corrette, l’equivalente di quello che fu Ardian Syaf per la Marvel) aveva illustrato il problema:

“That on top of the fact that the comic book industry is collapsing under the weight of apathy at this point. In 2016, there were 2306 comic book stores, now there are 1900. Comic book stores are closing down and going out of business at a startling and frightening right. Once we reach the critical mass of 1500 retailers, for companies like DC and Marvel to solicit their product to, it will no longer be viable. All during this collapse, DC and Marvel have employed price hikes, they have employed various gimmick scams. I mean I call them scams, that is what I think they are. A retailers job is to look at the product that they are being offered and then kind of decide based on what they know about their customer base, the people who come into their store and what they buy, how many copies of each one of these comic books that they should provide on their stands, for complete sell-through. Nobody wants to be stuck with this product, you know two weeks after its date it has gone cold. At this points comics are like bread, they have a sell-by date, and they go stale and people do not buy them when they go stale. That is the situation with comics now.

On top of this, politics within the comics, divisive politics, and enormous unnecessary… events… these silly events… like ‘hey, this is Civil War 3’ and there are 1200 little spinoffs books that aren’t necessary to read, and it’s just too much. Foot traffic has declined in these stores. Retailers are considering what DC and Marvel are doing as predatory publishing. It is a problem for them to be able to gauge how to responsibly run their own businesses when Marvel and DC are employing tricks like this. It’s catastrophic. This is #comicsgate. As much as anti-comicgaters within the comic book industry would like to marginalize our voices and let people know, gaslight people, that we are wrong, we are crazy, all this stuff, the comic book industry is healthy and will survive forever, this is just a temporary setback, I don’t think so. I’ve been through two different comic book crashes and never felt the way I feel now. I’ve never seen things as so very very very very bleak and those crashes, like the one in 1998, the lowest selling book was like the highest selling book today. At the point, we thought it was extinction. We thought the comic book industry was going to go extinct. That’s what’s going on.

10.2.10EthanVanSciverByLuigiNovi1.jpg
Well, here is another bit of news, DC cut their line down to 52 comics. Obviously, talent is going to get cut as well, and they are laying off seven employees as of today. I’m sure more fat-trimming will be coming. They probably just don’t want a blood bath all at once. We are going to see this get whittled down.”

Per Sciver il problema riguardava da un lato la chiusura delle fumetterie con correlata ipertrofizzazione del mercato digitale; dall’altra l’eccessivo numero di eventi/tie-in/limited series e altro ancora.

Tornando al discorso centrale, come già dicevo, la distanza coi fasti dei Vendicatori della Costa Ovest originali è notevole. I tempi di Visione, Scarlet, Machine Man, Wonder Man, U.S. Agent e Julia Carpenter (il mio primo amore ragnesco) e le avventure della succursale fallita dei Vendicatori sono ben lontani e, probabilmente (visto il mercato attuale), non torneranno mai più. Senza contare la differente caratura di chi li scriveva e disegnava (sia la serie di Byrne sia quella precedente di Roger Stern).

awc_47nm

Al timone artistico troviamo Stefano Caselli, italianissimo e con un tratto davvero pregevole, ben definito e morbido. Piacevoli i suoi lavori sulle forme e sull’anatomia umana. anche lo studio dello scenario di riferimento non è da meno. Ai colori troviamo Triona Farrell che con l’utilizzo smodato di gialli, dorati, arancioni e contrasti tipici del mood californiano non possono non richiamare le coste assolate della, tanto per non sbagliarsi, West Coast. Diversa la palette per gli interiors, colori olivastri che ben contrastano e risaltano coi colori porpora e rosa di alcuni membri del team (Hawkeye, Gwenpool e Quentin Quire).

Purtroppo Caselli resta sulla testata per soli tre numeri per poi venire sostituito fino al numero sette da Daniele Di Nuocolo, newcomer, che col suo tratto sporco e spigoloso costituisce un’insolita virata dal punto di vista artistico. Risulta comunque uno stile molto dinamico. Lim resta invece sulla testata per solo un numero, sua la bellissima cover del medesimo issue. Apprezzabile lo studio anatomico e di gestione del movimento, altresì curato il dettaglio sui volti e primi piani. Sicuramente sarebbe potuto rimanere fino alla fine. Moy R. ha uno stile simile a Lim ma maggiormente opacizzato sul comparto dei dettagli e un po’ meno “geometrico” di quello posto in essere da Di Nuocolo.

West-Coast-Avengers-9 - Copia

In chiusura si può definire West Coast Avengers (2018) – La Costa più Tosta come un esperimento riuscito solo in parte. Vuoi per il nome troppo “sacro” della testata, vuoi per l’Autrice scelta che avrebbe dovuto soffermarsi maggiormente su altri titoli (specie viste le sue produzioni), vuoi, infine, per il mood troppo happy della testata, si tratta di un titolo che convince solo a metà. Anche mettendo da parte il retaggio ne esce fuori una serie che non si capisce molto bene cosa voglia essere, uno spin-off di Hawkeye della stessa Thompson? Un’altra testata dei Vendicatori (o altri Young Avengers)? Una cosa totalmente diversa oppure tertium non datur. Ed è comunque un peccato perché vi erano un sacco di buone premesse.

Voto: 5.5/10

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: