Fumetti

PERCY'S SONG: UN FANTASY ORIGINALE

Ammettiamo di non essere amanti del genere fantasy, fatta eccezione per alcune testate (prima fra tutte Dragonero,) perciò quando Gianluca Testaverde (della Phoenix Publishing) ci ha inviato gentilmente quest’albo per recensirlo eravamo dubbiosi del nostro approccio alla storia.

Dobbiamo dire però che siamo stati piacevolmente sorpresi, il volume non è esente da difetti ma la lettura scorre armoniosa ed in modo liscio e piacevole.

L’autrice, Martina Rossi, è stata capace di rendere i disegni inerenti all’atmosfera generale, aggiungendo particolari grotteschi (come il design di alcuni personaggi che avvalorano il risultato). Il tratto è distintivo, punto a favore per tutti quegli artisti emergenti che non vogliono limitarsi al copia e incolla dei canoni artistici triti e ritriti.

Non è un’opera banale in quanto determinati elementi tipici del genere sono riadattati e stravolti: il villaggio in cui è ambientata la vicenda non è visitabile nel sottobosco essendo un limbo, una specie di terra di mezzo, tra la vita e la morte, in cui gli esseri umani si risvegliano con delle sembianze da elfi. Quest’ultimi, una volta coscienti, dimenticheranno qualsiasi ricordo legato al passato, mantenendo però comportamenti che suggeriscono il loro carattere e i vizi della scorsa esistenza.

Il nostro protagonista Percy, nel corso degli eventi, scoprirà di essere stato un abile musicista (dote che riprenderà anche nel limbo). Egli attenderà, assieme agli altri, di presentarsi di fronte al Giudice, un essere anziano e dalle fattezze mostruose, per comprendere che fine farà la sua anima, salvo poi finire per essere sfruttato dalla creatura al fine di allietare il suo compito. Tra i punti forti, oltre alla trama e ai disegni, segnaliamo un costrutto mitologico di base dove Vita, Morte e Giudice, sono entità distinte e ingranaggi dello stesso disegno esistenziale. Il problema risiede però nel mancato approfondimento della struttura del limbo, delle caratteristiche dei personaggi e nella mitologia stessa che lascia un sapore agrodolce nel lettore, qualche tavola esplicativa in più avrebbe giovato alla resa finale dell’opera (anche se riconosciamo che tali difetti sono dovuti ai costi di produzione).

Il finale lascerà il pubblico particolarmente stupito e interessato ad analizzare meglio le vicende in un contatto ultimo con l’ennesima entità, un profondo messaggio finalizzato a non gettare ciò che abbiamo di più caro, a non piegarci alla disperazione, di più non vogliamo dire sta a voi scoprire il resto. Detto questo facciamo i nostri complimenti a Martina Rossi che è riuscita a farci apprezzare una tipologia che solitamente ignoriamo, attendiamo con ansia una versione più estesa!

Copertina del volume Percy’s Song

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