Un uomo ragno di nome…Chip Zdarsky

Chip Zdarsky (Steve Murray) ormai ci ha abituato a capolavori di spessore nel panorama Marvel. Ricorderete tutti opere come Howard il Papero Vol. 5 e 6, Star- Lord Vol.2, Invaders 1-12 e non ultimo Daredevil, affiancato nel comparto grafico dal grandioso Marco Checchetto. Ebbene il nostro amico Chip colpisce ancora una volta con un’opera struggente ed emozionante dove sia i fan di Spider-man che non faranno fatica a dimenticare.

Infatti il 16 Gennaio 2020 è uscito SPIDER-MAN LA STORIA DELLA MIA VITA, edito da Panini. Comprendente la narrazione ipotetica della vita di Peter Parker a partire dagli anni sessanta fino al primo decennio degli anni duemila. La particolarità sta nell’invecchiamento del personaggio numero dopo numero (in tutto sono sei).

Una storia dove vedremo il nostro amichevole uomo ragno di quartiere affrontare tutte le sventure e le sfide che conosciamo con una caratteristica mai vista nei fumetti Marvel quella dove lo scorrere del tempo è un fattore reale e tangibile.

Quindi vedremo invecchiare Peter Parker affrontare le difficoltà di un corpo non più giovane come un tempo, oppure, vederlo pensieroso negli anni 60’ in piena guerra Usa / Vietnam essere indeciso nel partire per il fronte, per aiutare i soldati Americani e mettere a disposizione le sue capacità, o rimanere a combattere i suoi soliti nemici nella sua città. In un mondo dove il tempo scorre inesorabilmente, anche il retaggio del Ragno dovrà fare i conti con lo spietato tic-toc della clessidra della vita.  Inarrivabile, ad oggi, la conoscenza di Chip del canon del ragno; che in questi numeri (ri-)narra tante storie classiche del nostro amato Peter Parker. Dalla revisione dei momenti in cui il Goblin scopre la vera identità di Peter come Spidey, fino alla riscrittura della Saga del Clone. Passando per l’abuso di droghe di Harry Osborn, la morte di Gwen, fino a riallacciarsi ad eventi più moderni (come la guerra del Vietnam e il PATRIOT Act all’indomani dell’attacco alle torri gemelle). Il modo in cui Chip riesce a meta-narrare la storia è davvero incredibile. Ben oltre il sempre what if.

Ovviamente (senza fare spoiler) Peter dovrà affrontare delle perdite dolorose di amici e familiari che lo metteranno a dura prova dando al racconto risvolti sempre inaspettati.

Vedremo uno Spider-Man cresce diventare più responsabile diventare un uomo e mettere su famiglia senza mai dimenticarsi quale sia il suo ruolo “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità!!!”. Ma certamente tutto questo si scontrerà con un mondo più veloce di lui e che lo porterà ben presto a chiedersi a chi deve la sua lealtà. Dato che, appunto, non solo questo si troverà ad invecchiare, ma anche il resto del Marvel Universe invecchierà con lui, portando ad una debacle generazione non di poco conto, culminante con gli ultimi, emozionanti, momenti delle pages finali.

Non si può non fare i complimenti allo scrittore per avere saputo collegare il tutto in un panorama davvero ben riuscito, certo, per godere al meglio questa opera bisogna essere a conoscenza delle avventure storiche di Spidey, ma anche la versione qui compressa è un buon starting point.

Vi troverete davanti un What if capace di dare una sfumatura diversa alle avventure del tessi ragnatele.

Due righe le voglio spendere anche per il disegnatore,Mark Bagley, difficile immaginare un’artista diverso per il Ragno, memorabile tutta la sua run su Ultimate Spider-Man con Brian Michael Bendis. Incredibile anche come col passare degli anni sia migliorata la sua gestione delle scene cinetiche ed azione, oltre a quelle caotiche (lo si ricorda, Bagley ha sempre avuto un deficit nelle storie con tanti personaggi e con molta azione), apprezzabile perciò la riuscita nel dare un tratto particolare donando maggiore intensità nel tratto dei volti e delle espressioni, oltre che, appunto, alle scene dinamiche.

In conclusione l’insieme di questi fattori rende Spider-Man La Storia della Mia Vita un classico Marvel che ogni fan dovrebbe avere nella sua collezione.

Di seguito vi lascio la sinossi del comics edito da Panini Comics Italia:

Stan Lee e Steve Ditko crearono Spider-Man nel 1962, inserendo perfettamente il loro teenager in quell’epoca. Da allora ,autori successivi sono riusciti nella difficile impresa di non invecchiare troppo Peter Parker e il suo cast di comprimari, ambientandone comunque le storie nel periodo in cui uscivano. Cosa sarebbe successo, però, se Spidey fosse invecchiato insieme al mondo attorno a lui?

 

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