Buffy – La Recensione

Recensione della nuova serie di Buffy, prodotta da BOOM! Studios, edita in Italia da Saldapress. Versione digitale contenente i medesimi contenuti di quella fisica, ovvero i numeri da 1 a 4, “La Scuola è un Inferno“, più una serie di corposi extra, ovvero le cover di questi quattro numeri.

Generazione che vai, Buffy Summers che trovi. A distanza di ventitré anni dalla serie tv, altrettanti fumetti e spin-off vari, sarà riuscita la recente new entry ip della BOOM! Studios a mettere d’accordo tanto i vecchi fun della Cacciatrice Buffy Summers quanto le nuove leve che cercano nei produttori “indie” la soluzione alla stagnazione della sfera mainstream del comicdom? Scopritelo con noi.

Autore: Jordie Bellaire, che qui vediamo alla prova come Autrice, già vincitrice di due Eisner come Colorista, è una grande fan di Buffy, che è anche il nome del suo gatto.

Disegnatore: Dan Mora, ce lo ricordiamo per Klaus, l’inedito Once and Future ed Hexed.

Colorista: Raul Angulo.

Creatore: Joss Whedon, impossibile sottacere l’importanza di Whedon tanto nel mondo televisivo (tutto il Buffyverso è infatti suo, o comunque gran parte, nonché le writing duties su Avengers e Avengers Age of Ultron) quanto nel mondo del fumetto (oltre al già citato Buffyverso, si ricorda la leggendaria run sugli X-Men, Astonishing X-Men, insieme al foto-realista John Cassaday e Laura Martin).

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HOT VAMPIRE, CRAZY DESIRE

Ritorna in pompa magna la gallina dalle uova d’oro di Joss Whedon, ovvero Buffy, la cacciatrice di vampiri, demoni, e altre creature infernali più amata degli anni novanta (e non solo). Dopo una serie tv di culto, da cui è nato un medium pazzesco, nonché un universo (cd. buffyverse) dotato di una coerenza narrativa e logica discreta, cosa non scontata quando succedono queste cose. La serie ha poi visto il proprio sequel spirituale nella forma di dodici stagioni di comic runs (prodotte da IDW e Dark Horse), quasi sempre prodotte da Joss Whedon e altri autori, tra cui Cristos Cage. Dopo una dodicesima serie dimenticabile, frutto anche delle pessime skills da writer di Cage, la serie viene posta in iato editoriale per poi tornare nel 2019 sotto l’egida BOOM! Studios ma, purtroppo, senza la guida di Whedon.

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Visto il cambio di dimora forzato, è naturale che questo primo volume non riprenda le trame lasciate aperte da The Reckoning (unico arco narrativo della dodicesima stagione), ma, bensì, operi un radicale reboot di tutto il franchise, riportando la narrazione ad un ideale punto zero, addirittura precedente alla stessa serie tv. Anzi, considerando la stessa serie tv come tamquam non esset. Il reboot, nonostante non operi grandi cambiamenti sui singoli personaggi (in questi quattro numeri infatti Buffy assomiglia sempre a Sarah Michelle Gellar, così come gli altri personaggi della serie tv), né sull’ambientazione generale di riferimento, ovvero Sunnydale, sicuramente diverso il discorso per quanto riguarda il coating generazione. Detto in altri termini, Buffy viene presa dal mondo anni novanta per essere imbevuta in un’ambientazione più social, digital, connected, in generale maggiormente afferente i post-millenials. Nonostante questo trait non sia perfettamente visibile in questi quattro numeri è innegabile il sostrato di questo tipo che permea tutta la narrazione. Sono presenti però pur sempre elementi di discontinuità dal post-millenial, come ad esempio la caratterizzazione emo di Willow (che è anche omosessuale, una cosa che se però poteva far discutere allora adesso risulta essere perfettamente normale). Diversa anche la caratterizzazione (rispetto a serie tv) di Xander che nonostante erediti nuovamente la componente geek del suo carattere, in questi quattro numeri (specialmente tra terzo e quarto) lo si vede come uno sfigato di stampo leopardiano. Vediamo comparire anche Spike e Angel (nell’ultima pagina dell’ultimo numero), ma le loro personalità risultano solamente accennate, quindi per chi già li conosce non rappresentano alcuna novità rispetto al passato (Angel poi appare solo in una vignetta). Giles, l’Osservatore/tutore di Buffy, recupera la sua risma da padre-maestro, sempre intento a educare Buffy nell’essere una cacciatrice migliore per se ma, soprattutto, anche per gli altri. Anche Anya (la donna che gestisce il negozio di Occulto) esercita lo stesso ruolo della serie, pur non affermando esplicitamente la sua neutralità, si capisce che patteggia maggiormente per la fazione del bene. Piccolo spoiler: la serie ha già ricevuto uno spin-off dedicato ad Angel (sinonimo che quindi la serie sta andando davvero bene).

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Posto che quindi i personaggi sono tutti al loro posto, inutile soffermarsi sulla caratterizzazione di Buffy, che, essendo la protagonista, non solo risulta decisamente forte (narrativamente parlando), ma anche da un punto di vista di traits skills recupera la stessa verve del passato. Come si diceva, quindi, ritroviamo tutti i personaggi sulla stessa scacchiera della serie tv, i quali sono però aggiornati visivamente/caratterialmente di ventidue anni, per meglio rispondere allo shift generazionale. Tra le modifiche che però potrebbero far storcere il naso ai fan di lunga data impossibile non menzionare la liaison tra Willow e Rose, l’early discovery del negozio di Anya, il reveal di Spike e Drusilia come antagonisti e la riscrittura di alcuni tratti caratteriali di Cordelia. Vi sono anche numerose aggiunte, impossibili nella versione anni novanta (dato che di fatto questi primi quattro numeri sono un reboot della serie tv), come la presenza di Camazotz, la cui resa grafica ricorda, molto astrattamente (complice anche Dan Mora e Angulo) lo stile di Ryan Stegman e J.P. Mayer su Venom/Absolute Carnage (Cates et al).

In conclusione, non volendo spoilerare ulteriormente dettagli di trama al di là di quanto già fatto (posto che i fans di Buffy si ritroveranno calati in un contesto familiare ma anche diverso), questo reboot by BOOM! Studios, ancorché carente della mano guida di papà Whedon, si dimostra un prodotto di tutto rispetto, scritto in maniera impeccabile (il che non è scontato visto che la Bellaire nasce principalmente come colorista e non come autrice), dotato di coerenza nonché scorrevolezza narrativa a livelli competitivi per il mercato, il tutto accompagnato da una resa grafica sbalorditiva.

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Dan Mora non è nuovo quando si tratta di creare storie memorabili, si veda Klaus (con Grant Morrison) ed il recentissimo, spettacolare oltremodo, Once and Future (con Kieron Gillen). Sono entrambe storie a loro modo fantasy, laddove Klaus opera una riscrittura della classica storia natalizia, calandola in archetipi gorehigh fantasy; Once and Future vede Dan Mora alle prese con ambienti urbani intervallati da prove fantasy, mitologia Arturiana e remake di Una Notte al Museo, anche qui con numerose scene di misticismo e battaglie al cardiopalma. La scelta su Mora anche per Buffy era quindi perfetta per lo stile che la Bellaire, unitamente alla BOOM!, aveva in mente per questo rilancio: contesto giovanile/magia/occulto/demoni e fantasy. Connubio perfetto, così come la scelta di Angulo ai colori, probabilmente preso in via fiduciaria dalla stessa Bellaire, davvero illusoria e fredda la palette prescelta, intervallata da alcuni momenti infernali (come la colorazione usata per la scena di apertura del secondo volume, richiamante alcuni momenti del terzo volume di Gideon Falls, nonostante il paragone con Sorrentino/Stewart sia più alla lontana che altro), scelta in ogni caso azzeccata. Nonostante si tratta solo di quattro numeri è già possibile saggiare la bontà editoriale di questo progetto (la BOOM! sta crescendo molto ultimamente, foriera anche di scelte editoriali quasi sempre sul pezzo), la serie è infatti già al numero 14 negli Stati Uniti e le vendite confermano lo spot on del reboot, sarà fiero papà Whedon della qualità di questa produzione.

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L’edizione Saldapress si mostra come al solito ben curata, il layout della digitale riprende la fisica, ed è munita di tutte le cover e le relative variant uscite. Resta solo da capire se anche in questo caso sarà presente in duplice edizione brossurato/cartonato. Chiaramente il format di prezzo segue quello delle uscite Saldapress presenti e passati, senza nessun aumento annunciato.

In conclusione questo reboot di Buffy è da consigliarsi a tutti, intesi sia i fan sia coloro che Buffy non l’hanno mai sentita nominare, il valore della produzione è infatti molto alto, così come l’investimento che vi sta dietro. La prova della Bellaire si rivela molto solida, ancorché vi sia poco materiale originale in questi quattro numeri, ma è sempre bello vedere coloristi cimentarsi nel lavoro dell’autore, allo scopo di diventare autori completi. La scelta di Dan Mora è poi una vera e propria garanzia di qualità, un sigillo per tutta la durata della serie. La mancanza di Whedon quasi non si avverte, complice anche l’utilizzo del source material di riferimento, sarebbe comunque bello vederlo in un futuro oneshot. Voto finale 8/10.

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