Middlewest di Skottie Young può essere una sorpresa!

Edito da Bao Publishing Middlewest di Skottie Young e George Corona è disponibile anche in Italia e potrebbe stupirvi.

Il giovane Abel nasconde un segreto dentro di sé che è lo stesso di suo padre (un uomo violento e irascibile) dal quale lui stesso è succube e per questo scappa. Ad accompagnare il nostro protagonista in questa avventura e ricerca di se stesso troviamo una volpe e verso la fine del volume una potente alleata che lo aiuterà nel scoprire il suo passato.

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Young ha messo in tavola una trama interessante ad un ritmo abbastanza elevato. Non abbiamo pagine superflue neanche all’inizio e veniamo immediatamente catapultati in questo mondo non ben definito e non troppo lontano dal nostro.

Presa per quello che è questo primo volume è abbastanza leggero e scorrevole, ma molto probabilmente Young vuole usare la trama come metafora per qualcosa di più reale (e non è affatto difficile capire dove andrebbe a parare). Nel caso invece la storia rimanesse su un piano del tutto astratto e privo di metafore, allora la storia risulterebbe un discreto mezzo di intrattenimento senza nulla di eccezionale.

I personaggi purtroppo lasciano il tempo che trovano, non si può dire che in questi primi numeri ci sia affezionati ad un particolare personaggio. Questo volume come già detto è abbastanza veloce e quindi si presta ad una lettura serale magari, senza impegnarsi particolarmente.

Corona mette in piedi delle tavole dinamiche e con ampie vedute, disegnando figure e ambienti molto cartoon ed espressivi. Il tratto è sporco ma non esageratamente.

Un ruolo da non sottovalutare è sicuramente quello della volpe, che potrebbe rappresentare non solo l’animale che è ma anche un qualcosa di spirituale o metaforico.

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Piccola nota a margine, c’è un bellissimo gioco di colori, in stile Morgan Lost (gioco di rosso e grigi), davvero sorprendente e piacevole alla vista nella scena di “flashback”.

Anche l’elemento “tornado” potrebbe alludere a qualcosa di ben più profondo e non ci resta altro che aspettare il secondo volume per scoprire quale direzione prenderà la storia.

Il secondo volume potrebbe essere decisamente più lento e riflessivo per permettere una migliore caratterizzazione dei personaggi che in questo primo volume rimangono freddi e semplici. I testi sono molto semplici, poco d’impatto e anche corti lasciando quindi più un impatto visivo sul lettore che scritto.

Questa serie ha quindi del potenziale, ma dal secondo numero potremmo definirlo sicuramente meglio: consigliato a chi vuole scommettere su una serie scritta da un autore che già si è fatto notare con il suo Deadpool.

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