Dawn of X – Il punto ad oggi in Italia

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Ci eravamo voluti tanto bene, ve lo ricordate il finale di House of X e Powers of X? Nella prima serie si pervenne alla realizzazione completa della “prima” Krakoa, nonché del Consiglio Silente (diviso per stagioni, con Professor X, Magneto, Apocalisse, Sinistro, Exodus, Mystica, Sebastian Shaw, Emma Frost, Tempesta, Jean Grey, Nightcrawler, Cypher e Krakoa stessa). Rilevante mancanza fu, nel tavolo ‘Primavera’ la mancanza di un Re Rosso, ma questa mancanza verrà supplita in Marauders #1/2 come si vedrà. Primo atto di questa nuova “Tavola Rotonda” fu quello di mettere da parte il problema Sabretooth, in una subplot che sicuramente verrà ripresa poi in Wolverine #1 (Percy/Kubert). Seguito immediatamente dalla proclamazione dei primi tre principi:

  1. Crea più mutanti
  2. Non uccidere l’Uomo
  3. Rispetta questa terra sacra

L’importanza di HoX comunque è bissata direttamente da Powers of X #6, ove Moira, finalmente, svuota tutto il sacco con Xavier, mostrandogli non solo le varie linee temporali in cui è morta, ma anche la situazione relativa a Phalanx e al concetto di post-umanità. Sbalordito dall’aver realizzato che in qualunque modo, in qualunque tempo, i mutanti perdono sempre, Xavier decide di concedersi totalmente a Moira e fidarsi ciecamente di lei (anche se, come si vedrà dalle infografiche, le frizioni non saranno poche). Il volume si conclude con il collegamento alla festa mutante di House of X, con un rinnovato Magneto, accompagnato da Xavier, il quale, conscio dell’essere diverso da ciò che fu prima, dichiara al suo “vecchio amico” la nuova indipendenza mutante. Con la conclusione della serie evento abbiamo quindi appreso della nascita non solo del Consiglio Silente (coi suoi quattro grandi capitani), ma bensì anche una più compiuta comprensione dei Protocolli Resurrezione (per il tramite di Cerebro, dei lavoro di Sinistro e i poteri dei Cinque, ossia Hope, Tempus, Elixir, Proteus e Palle d’Oro).

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Inizia qui la prima wave di Dawn of X, in cui sono compresi i seguenti titoli: X-Men, Marauders, X-Force, New Mutants, Excalibur e Fallen Angels. L’idea di Hickman su tutti questi titoli pare ricollegarsi al vecchio lavoro compiuto da Claremont, che al tempo funse da vero e proprio demiurgo mutante, proprio come Jonathan oggi.

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Interessante sicuramente il lavoro operato da Hickman su X-Men, il flagship title della rivoluzione mutante. L’idea di Hickman è stata quella di centrare tutto il titolo sulla famiglia Summers, quindi Scott, Alex, Gabriel (che non si vedeva in ruolo centrale dai tempi di War of Kings, o comunque da Genesi letale), Rachel, Jean, Corsair (padre dei Summers), Cable giovane (post eventi di Extermination) e, chiaramente, Wolverine. Centrale, in ogni caso, il lavoro sui fatti di Orchis (post HoX #4). Inutile dirvi come, a seguito della lettura dei numeri americani, questo sia ipso facto il titolo più interessante di tutti. Specie per il focus sui Summers. Unica nota stonata è forse data da Yu ai disegni, specie ora che si ritrova ad inchiostrarsi da solo successivamente alla morte di Alanguilan. Quello su X-Men è forse il lavoro che maggiormente si collega allo stile di Hickman non tanto su House of X quanto la meta-narrazione su Powers of X.

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Ad oggi, 11 marzo, possiamo aggiungere anche la situazione con X-Men 2 e 3, usciti nell’ultimissimo spillato dedicato ai mutanti. Il secondo numero è di gran lunga quello più interessante, e si collega alla seconda Krakoa, ovvero Arakko (anagramma di Krakoa), nonché a Powers of X #4, ove venne spiegata l’esistenza di un’unica isola (Okkara), divisa poi in due da un misterioso assalitore dotato di una spada mistica, probabilmente venuto da Altromondo (indovina un po’, se controllate alla fine dell’articolo, scritto prima di questo aggiornamento, facevo proprio riferimento a X of Swords e ai suoi collegamenti con Apocalisse ed Excalibur).

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A salvare la situazione, quella volta, fu proprio Apocalisse, insieme ai suoi primissimi Cavalieri dell’Apocalisse, tra questi vi è Guerra, la cui Invocatrice di Arakko è figlia (invocatrice perché può infatti evocare demoni da Altromondo). Il capitolo vede come protagonisti Scott Summers, Nathan Summers e Rachel Grey Summers. Ma è sul finire che si assiste nuovamente all’emersione dell’elemento chiave di tutto il mythos mutante di Hickman, non le spade, ma i fiori. Il terzo capitolo invece pare porsi maggiormente su un piano concreto, rispetto a quello del secondo (sembra quasi che Hickman voglia usare lo stesso stile narrativo visto su HoX e poi su PoX). Questa volta non si tratta di un problema di equilibri geopolitici, come quelli di House of X, bensì di biologia e floricoltura. Vede infatti tre nuove “cattive” ovvero l’Ordacoltura, un gruppo di botaniche terroriste, la cui prima missione fu quella di salvare la Terra, intesa come Habitat ed ecosistema, salvo poi volgere lo sguardo a Krakoa, a causa del suo genoma mutante adattivo (altro collegamento con Giant Size X-Men del 1975), e alla minaccia di riscriverne interamente il contenuto per distruggerla e proseguire col loro piano iniziale. Di fatto, adesso, gli X-Men si trovano con ben più di una minaccia di fronte a loro, come affrontato dallo stesso Consiglio Silente:

  1. Il problema degli XENO, come visto in X-Force #1, di cui si accenna brevemente nel secondo numero di X-Men
  2. Il problema dell’Alto Invocatore di Arakko, così come narrato ad Apocalisse
  3. Il problema dell’Ordacoltura
  4. I problemi esterni dei Marauders, ossia le rescue missions
  5. I problemi spaziali dei Nuovi Mutanti

In tutto questo, vista l’assenza di Xavier (fatti di X-Force #1), interessante sarebbe anche sapere dov’è finita Moira (ma questo si evince dai fatti di HoX/PoX #6), pare che tutto sia rimesso nelle mani di Magneto, Apocalisse e, temporaneamente, Emma Frost. Non vedo l’ora di leggere i prossimi numeri.

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Diverso discorso per le serie “ancillari”, andiamo ad esaminare la prima, ovvero Marauders di Duggan, Lolli.

Nome tosto e abbastanza pesante, editorialmente parlando, risalente a UXM #210 (creati da Chris Claremont e JrJr, precisamente al crossover Massacro Mutante. Dove vennero impiegati da Sinistro come commando per atti di massacro (non vi ricorda una certa X-Force per caso, tipo quella del periodo di Messiah Complex?), l’esempio è dato proprio dall’eccidio dei Morlocks, operato da Sabretooth e compagni, tra cui Malice (ovvero Polaris) e la Sentinella Omega (Karima Shapandar, vista poi in ORCHIS durante House of X e Powers of X). Interessante, in quanto classico esempio di retcon fallita, fu la dichiarazione di Gambit di non aver mai preso parte allo sterminio dei Morlock (resa in UXM #350). Ebbero anche un importante ruolo durante i fatti di Messiah Complex, in quanto unitamente ai Reavers e ai Purifiers cercarono, senza successo, Hope Summers per sterminarla.

Il nuovo ruolo dei Marauders nella geografia mutante di Hickman si spiega come un rogue group di mutanti, teso a portare su Krakoa tutti quei mutanti che si trovano in posizione, o in paesi, in cui raggiungerla sia per loro impossibile. La squadra è capitanata da Kitty Pryde (che diventerà la Regina Rossa al posto di Tempesta nel numero 2, ma l’informazione viene già fatta trapelare nel primo numero) ed è sponsorizzata da Emma Frost e dal Club Infernale. Molto interessante è altresì il fatto che Kitty non è in grado di attraversare i portali di Krakoa, posto che alcuna informazioni ufficiale pare essere stata rilasciata da Hickman, una delle teorie più interessanti parrebbe riguardare l’utilizzo dei suoi poteri di fase per entrare “indisturbatamente” in alcune aree inaccessibili di Krakoa, come ad esempio il no-spazio di Moira. Un’altra tesi, minoritaria, pare rifarsi agli eventi di Black Vortes, con cui venne cambiato l’assetto mutante della Pryde, e della breve liaison tra Kitty e Quill. Vedremo se in futuro si riuscirà a sbrogliare questo nodo gordiano. Sicuramente apprezzato, forse uncanny per alcuni, è il nuovo attitude della Pryde, che pare non farsi alcuna remora a far del male agli esseri umani.

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La seconda testata è quella dei Nuovi Mutanti, co-scritta da Hickman e Brisson, con Rod Reis ai disegni.

Anche qui abbiamo un nome altrettanto pesante, sempre da un punto di vista editoriale, creato negli anni ’80 (precisamente nel 1982, col debutto prima su Marvel Graphic Novel #4 e poi sull’omonima serie, da Chris Claremont e Bob McLeod, anche se il nome che si legherà più indissolubilmente sarà quello di Bill Sienkiewicz). La serie nasce dalla volontà di Xavier di allenare/allevare altri giovani mutanti dopo i fallimenti della sua squadra, primo fra tutto la morte di Jean Grey (antecedente a X-Factor #1, accaduta nella Saga di Fenice Nera), su suggerimento di Moira MacTaggert, la quale lo pregò di insegnare ad una giovanissima Karma come controllare i propri poteri. Da qui la storia è nota ed un nuovo team, etnicamente eterogeneo, fu assemblato. Con temi narrativi molto diversi rispetto a quelli dei classici X-Men (alcuni dei quali verranno poi ripresi in Generation-X) tra cui misticismo, amore, accettazione di se stessi e altri. La cosa più interessante, da un punto di vista super recente, è capire che valore abbia la run precedente a quella di Hickman, dato che se ricordate bene, durante il ciclo di Rosenberg, vennero uccisi Wolfsbane, Chamber, Sunspot e Magik, trasformatasi in demone, sparì senza lasciare alcuna traccia. Non ufficialmente, si potrebbe ritenere che la run di Rosenberg non sia mai avvenuta. Da un punto di vista narrativo , questi Nuovi Mutanti non gravitano attorno a Krakoa, bensì si trovano ad operare nello spazio, insieme ai Predoni Stellari di Corsaro (padre dei tre Summers), il tutto calato in una comica, che vede nuovamente insieme anche Sunspot (Roberto Da Costa) e Cannoball (Sam Guthrie), separati dai tempi di Time Runs Out, in cui il primo divenne capo degli Avengers AIM ed il secondo, fidanzatosi con Smasher della Guardia Shi’Ar, trasferitosi in seguito nello spazio. La serie vede anche la partecipazione di Chamber e Mondo, la loro prima missione: salvare Sam dallo spazio per portarlo a Krakoa, in un’epica sci-fi comedy.

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Decisamente il migliore, non tanto da un punto di vista narrativo quanto di coesione artistica e di azione, è sicuramente il nuovo X-Force, firmato Percy, Cassara e Dean White ai colori (ovvero il colorista in grado di tramutare tutti in cloni di Jerome Opena). Come i titoli precedenti, anche X-Force sconta un’eredità importante, anche se più recente. Creata da Rob Liefeld e Fabian Nicieza, nata come seguito dei Nuovi Mutanti, l’idea (nella mente di Liefeld) fu quella di gettare le basi per una squadra militare, con intenti proattivi verso i terroristi mutanti, e molto più sulla falsariga del “spara prima, chiedi dopo”. Tra i suoi primi membri si ricorda Cable (creato dallo stesso Liefeld), Cannonball, Boom-Boom, Warpath, Shatterstar, Feral e Domino. Memorabile la storyline che ha visto X-Force combattere contro sia X-Men che X-Factor a causa delle azioni di Stryfe (clone di Cable). La versione più sanguinolenta del team sarà comunque quella nata durante gli eventi di Messiah Complex (creata da Kyle e Yost, coi disegni di Clayton Crain) per iniziativa di Ciclope nei confronti di Wolverine. L’obiettivo? Fermare Cable e recuperare il primo mutante nato dopo l’M-Day/Decimation (House of M – Bendis/Coipel), ovvero Hope Summers. Dalle ceneri di questa X-Force (sul finire di Messiah War e durante Secondo Avvento), in seguito alle critiche avanzate da Bestia verso le azioni di Ciclope, nacque una seconda X-Force (Incredibile X-Force, firmata Rick Remender e Jerome Opena), indubbiamente la miglior serie mai vista sul team, leggendario l’arco narrativo dedicato a Warren Worthington III e Psylocke (Saga dell’Angelo Nero). La versione voluta da Hickman nasce primariamente tra i numeri 1 e 2 (ancora inedito questo) e vede la sua creazione come una sorta di CIA mutante, composta da un braccio armato (Wolverine, Domino e Kid Omega) e da uno “intellettuale” (Bestia, Sage, Jean Grey), intenti a scoprire le azioni di XENO (gruppo terroristico mutante), reo di aver attaccato Krakoa e i suoi membri, tra cui Xavier (morto e risorto grazie ai poteri dei Cinque, di Cerebro e di Jean Grey).

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Ancora inediti in Italia sono i volumi (non usciranno spillati) relativi a Excalibur, anche qui nome importantissimo, nato dalle ceneri del Massacro Mutante e in mezzo alla Caduta dei Mutanti (comprendente gli eventi del Seggio Periglioso e della nuova base australiana), primo figlio della Marvel UK, scritto da Chris Claremont e disegnato da sua Maestà Alan Davis. Essenzialmente si tratta della versione britannica degli X-Men, composta inizialmente da Kitty Pryde, Nightcrawler, Rachel Summers, Brian Braddock e Meggan. La serie si ricollega all’intenzione, già vista in New Mutants, di incorporare maggiormente la magia nel mondo mutante, questa volta per il viatico di Re Artù, della sua leggenda e dalla capacità di Excalibur di viaggiare per le terre parallele, specie Altromondo. Il team si è poi evoluto, sotto la guida di Warren Ellis, in una versione più “bondesque“, quasi una spy story.

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Sicuramente interessante è la nuova versione, scritta da Tini Howard e coi disegni di Marcus To, che vede Apocalisse (come Gran Capitano insieme a Xavier e Magneto, all’interno del Concilio Silente, formazione Autunno), Betsy Braddock come nuovo Capitan Britannia, Gambit, Jubilee e Rogue impegnati in una nuova, cruentissima, guerra magica nell’Altromondo, dove troviamo Morgana Le Fey, la quale non accetta assolutamente Apocalisse, Xavier e Krakoa, come nuovo dominio assoluto per i mutanti. Interessante anche l’idea di proporre un team quasi interamente femminile. Il problema è che, come risulta tangibile anche dalla volontà di Panini di proporlo in volume, è la debolezza narrativa di questo titolo, troppo focalizzato su Betsy Braddock e non sulla genesi della nuova Excalibur, titolo che già di per se risulta troppo estraneo dalle logiche di Krakoa (quasi l’esatto opposto di X-Men).

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Ancora peggio Fallen Angels, titolo chiaramente inserito all’ultimo in luogo di qualche altro (facente parte della seconda wave). Il titolo nasce come miniserie nel 1987, scritta da Jo Duffy, centrata su Sunspot, Cannonball e Boom Boom, ed i relativi eventi collegati ad Ariel, un mutante teleporta, e Chance, in grado di amplificare i poteri mutanti. La serie copre tematiche intime e personali tra questi personaggi, tuttavia non ha mai avuto alcun tipo di successo. Pare che la storia si ripeta con questa iterazione, scritta da Bryan Hill e disegnata da Szymon Kudranski, che vede Cable (giovane), Kwannon e X-23, impegnati in una storia da underground crime/mystery/horror, in cui il tema principale è quello se su Krakoa ci sia spazio per gli assassini e se l’unico modo per ottenere la pace sia con la violenza (si vis pacem, para bellum). Nonostante le premesse, ed il notevole stile di Kudranski, la serie risulta cancellata col sesto numero, a causa anche della dipartita dalla Marvel di Hill per perseguire la sua carriera cinematografica.

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La seconda wave vedrà poi, oltre a vari oneshots già menzionati qui (quindi Jean Grey, Emma Frost, Magneto, Nightcrawler, Fantomex e Tempesta), la solo series di Cable (firmata Duggan e Noto), quella su Wolverine (Firmata Percy, Kubert e Bogdanovic), quella sui Satiri (Hellions, firmata Wells e Segovia), sui Figli dell’Atomo (firmata Ayala e Chang), su X-Factor (firmata Williams e Baldeon), su X-Corp (sento puzza di Extreme X-Men) di cui è noto solo il disegnatore, ovvero la Carnero. La premessa di questa seconda wave, già profetizzata da Moira in HoX/PoX (e probabilmente da Destiny, vista la reticenza di Moira nel volere anche lei a Krakoa), nell0imminente arrivo di una minaccia che metterà in pericolo tutto il genere mutante (probabilmente una di quelle viste in PoX, oppure qualcosa di radicalmente nuovo), il secondo atto culminerà in un crossover chiamato X of Swords, scritto da Hickman e Tini Howard (quindi, probabilmente, vi saranno dei fortissimi collegamenti con Excalibur, visto anche l’utilizzo massiccio di spade, come visto nella promo art di Brooks).

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Fino ad ora, perlomeno in Italia, la Dawn of X I sta convincendo pienamente tutti, stante il prezzo lievemente elevato dei singoli spillati, sarà interessante vedere come verranno proposti i titoli della seconda wave.

Vi lascio con un mini-spoiler relativo alla nostra Regina Rossa.

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