Jane Foster – Valchiria. La Recensione

Fresco fresco di uscita Panini è il volume dedicato alle prime avventure, post Guerra dei Regni, di Jane Foster nel ruolo di Valchiria. Scritta da Jason Aaron, Al Ewing, con Cafu ai disegni, questo volume cartonato contiene i primi sei numeri della serie, il primo è in realtà il numero già contenuto in Omega, denominati “tra il Sacro e il Profano”. Facciamo prima un rapido recap degli eventi che ci hanno portato fin qui.

L’incipit dovrebbe essere noto a tutti, Malekith viene sconfitto, in seguito agli eventi della Guerra dei Regni, il suo esercito obliterato e i suoi alleati dispersi. Thor diviene il nuovo Padre di Tutti. Lasciando da parte il fato di Daredevil come successore di Heimdall (il Dio senza Paura), nonché quello di Loki successivamente agli eventi finali con Laufey (i quali hanno lasciato i Giganti del Ghiaccio senza un vero re), ed anche quelli di Frank Castle, qui ci interessa del destino di Jane Foster, la quale ha combattuto la Guerra col martello del Thor della Guerra (quello dell’Universo Ultimate, già usato da Volstagg verso la fine del periodo anteriore alla Guerra dei Regni), distruttosi durante le battute finali del conflitto. La Foster, posta di fronte ad una scelta per il bene di ben più di una persona, cosa sceglierà? Andiamo a vedere.

La risposta arriva in Guerra dei Regni: Omega. Anche qui bisogna fare un salto indietro fino a Guerra dei Regni #2.

War-Of-The-Realms-2-6

Quando Malekith e il Concilio Oscuro lanciano un’invasione mondiale di Midgard, Jane si unisce alla lotta e combatte insieme ad altri Asgardiani per difendere New York City. Nel bel mezzo della furia della battaglia, Jane aiuta i rifugiati a mettersi in salvo, con la sua chemioterapia conclusa con successo e i suoi capelli che ora ricrescono si sente più forte che mai (dopo gli eventi de “La Morte della Possente Thor”. Durante l’invasione incontra il Valkyrior (quindi le valchirie) e Frigga (Freya), conferma di essere stata lei la Thor a sconfiggere Mangog. Quando un nuovo assalto richiede che Odino e Frigga si ritirino ad Asgard con vari eroi della Terra, Frigga nomina Jane per agire come Madre mentre lei e Odino aiutano Asgard e Midgard a preparare il contrattacco per proteggere la Terra, teso a distruggere il bifrost nero che permette a Malekith l’assalto brutale. Mentre la guerra continua, Brunilde e il resto delle Valchirie vengono massacrati da Malekith e dalle sue forze, l’elfo oscuro riuscirà infine ad uccidere Brunilde, squarciandola da parte a parte.

War-Of-The-Realms-2-7

Si è già detto dello sgretolamento del martello dell’Universo-1610, tuttavia i suoi frammenti si combineranno e si fonderanno in un braccialetto d’oro che andrà sul braccio della Foster.  Ed è qui che Jane scopre che questo braccialetto ha poteri ben più che ornamentali. Arriviamo quindi a Omega.

Mentre vede il dolore di Thor in lutto per Brunilde, all’interno dell’obitorio, Jane capisce, per il bene suo, di Thor e di Asgard, che deve diventare una Valchiria, e accetta la missione affidatagli dallo spirito di Brunilde. Ella diverrà la prima di una nuova generazione, a cavallo tra la vita e la morte (proprio come la sua vita), tra il sacro e il profano. Armata di Undrajarn, l’Omni-Arma, così chiamata dallo spirito di Brunilde mentre lei e gli spiriti delle altre valchirie si alzano dai loro corpi per andare nel Valhalla. Ove avrebbero ricevuto la loro ricompensa finale.

Arriviamo quindi al volume qui in argomento.

RCO011_w_1562812092

Dei sei numeri, il primo ripercorre il racconto di Omega, quindi la trasformazione della Foster in Valchiria. Successivamente la ritroviamo impegnata nella sua prima missione ufficiale, recuperare dai Fast Five la spada personale di Brunilde, ovvero Dragonfang, l’arma con la potenza di uccidere un Dio. Dopo uno scontro quasi-comico, in cui si vedono le difficoltà della Foster come eroina urbana, diversamente dal suo periodo come Thor, succede il fattaccio. La particolarità di questa serie, ancor più che durante Thor, è lo sdoppiamento della linea narrativa, le avventure della Foster come Valchiria da un lato, quelle come medico-civile dall’altra. Dopo aver perso il portatore di Dragonfang, troverà quello stesso soggetto steso nell’obitorio, squarciato da una spada. Senza più alcun indizio, Jane andrà a trovare Brunilde nel Valhalla per chiederle consiglio e farsi aiutare non tanto da lei (che ormai è in “pensione” forzata), quanto da occhi più penetranti e possenti, ovvero quelli del Dio della Vista, Heimdall. Ma è qui che i destini di Jane ed Heimdall si scontreranno con quelli del più temibile assassino Marvel, Bullseye.

228594_1312295_1004

La lotta prosegue senza esclusioni di colpi e, cercando di non spoilerare ulteriormente, la nostra cara Jane avrà la meglio, ma a quale prezzo? Con Dragonfang “dispersa” ed Heimdall “fuori di se (ho usato volontariamente le virgolette come depistaggio), la Valchiria del momenti ci porterà in un’avventura nel Mistero. Dato che Heimdall ha infatti visto tutto, scrutato ogni angolo dell’Universo, visto l’inizio e la fine del mondo, egli decide che vi è solo un posto che non ha ancora visto, ed è lo stesso posto dove vuole andare ora. Nel terzo numero si osservano delle avventure strane e mistiche, aventi Heimdall e la Foster come protagonisti unici, culminanti con quest’ultima di ritorno sulla Terra, solo per essere salutata (in pure stile Rutilia su The Witcher 3, nella quest dei Cavalli e fantasmi) dal cavallo di razza Vanir, chiamato Cavallo (o Sig. Cavallo come lui vuole), il suo nuovo compagno di lavoro, come lui si definisce, un tragicomico compagno. Come farà Jane Foster a giustificare un cavallo alato?

Valkyrie-Jane-Foster-1-8

Abbandonate brevemente le avventure equine della Foster, che si trova a dover condividere il proprio appartamento con un ospite decisamente ingombrante, inizia la seconda parte del primo story-arc, che vede questa volta anche la partecipazione di Doc. Strange, Mefisto e il Mietitore. Anche qui si alternano fasi serie a fasi iper-comiche, come il dialogo tra il Signor Cavallo della Foster e il destriero demoniaco del Mietitore (“senti un po’, ti piacciono le mele?”). Al termine, con una soluzione eclettica, la Foster porterà il Mietitore in un luogo “diverso”, al fine di sottrarlo al patto con Mefisto. Nelle ultime pagine si scontrerà, per così dire, con Strange, il quale (grazie all’occhio di Agamotto) capirà subito che nei panni della Valchiria vi è proprio Jane Foster. Mentre il Capo Medico della Foster riuscirà, per vie “amichevolmente traverse” a scoprire anch’essa l’identità “eroica” della Foster. Il volume si conclude con la chiusura di ambo le mini storie. Le quali si sono dimostrate sicuramente solidissime. Sono quasi certo che il merito qui sia non tanto di Aaron, che probabilmente ha fatto da mero supervisor, quanto dal talento impareggiabile, attualmente, di Al Ewing; non è facile prendere un personaggio secondario come la Valchiria e farci una serie che già nei primi numeri si dimostra così solida e qualitativa. Ma grande protagonista è anche Cafu, proveniente direttamente dalla Valiant (dove ha disegnato Unity, Rai, Ninjak, Imperium, Rapture), con un tratto foto-realistico e dettagliato, è davvero perfetto, come anche davvero eccelse sono le inquadrature e la gestione delle scene.

Valkyrie-Jane-Foster-with-All-Weapon

In America la serie va forte e non accenna a rallentare, speriamo che Panini ne prosegua le avventure nell’immediato futuro, o quando sarà disponibile. Speriamo anche in uno spin-off sul Signor Cavallo, vero e proprio co-protagonista.

Indubbiamente sentiremo la mancanza di Aaron su Thor, specie visto tutto il mythos da questo creato (paragonabile solamente alla gestione di Simonson, così come sta facendo Hickman in paragone a Claremont per i mutanti), nonché quella di Ribic e Dauterman, veri e propri alfieri leggendari in questi anni di Thor. Ma se il primo ce lo stiamo gustando su King Thor, forse per l’ultima volta sul Tonante, insieme ad Aaron, siamo sicuri che Ewing e Cafu su Valchiria saranno un ottimo “surrogato” delle sue avventure.

Anche se, chiaramente (essendo realisti), non possiamo aspettarci avventure del calibro di Macellatore di Dei, Bomba Divina e la morte della Possente Thor. Però si tratta di avventure davvero di pregevole fattura, scritte bene e disegnate meglio. D’altronde Ewing non ne ha davvero sbagliata mai davvero una, vedasi i suoi Ultimates e, tanto per cambiare, l’enorme lavoro di riscrittura che sta compiendo sull’Immortale Hulk.

Per quanto riguarda il Thor di Cates e Klein, al momento vi sono poche informazioni per giudicarne la bontà e/o la spettacolarità, ma visto il livello di Cates, diverso da quello di Aaron, non dovrebbero esservi problemi di alcun tipo. Nel frattempo io vi lascio con una squisita variant firmata Russell Dauterman di Jane Foster.

valkyrie-1-variant-cover-di-russell-dauterman

Alla prossima.

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...